Accordo tra imprese per scambiarsi servizi

5 Luglio 2017

La società di credito commerciale Abrex amplia il circuito con la Cna

PESCARA. Non è né una moneta alternativa, né una forma di baratto classico, ma una delle formule della cosiddetta Social Innovation per far fronte alla crisi economica che ha colpito molte imprese. Insomma, un circuito di credito commerciale, che, in Abruzzo, è attivo già da due anni, e che mette in moto una serie di operazioni “dare ed avere” per le imprese che vi aderiscono. Il circuito si chiama Abrex e al momento ha circa 300 imprese aderenti nella regione al costo base di 400 euro l’anno. In meno di due anni in Abruzzo si sono registrati scambi per tre milioni di euro (100 milioni in tutta Italia, dove il circuito coinvolge società analoghe in 13 regioni).
E proprio per far fronte ai problemi di liquidità della piccola e media impresa, Abrex e Cna, la Confederazione nazionale degli artigiani, hanno firmato una convezione, presentata lunedì a Pescara, nella sede dell’associazione. «Abrex è un’opportunità» ha evidenziato Italo Lupo, presidente della Cna Abruzzo, in cui «si mettono in comunicazione le aziende, si possono scambiare prodotti e servizi e si possono aiutare le nostre imprese a superare questo periodo».
«Il Circuito è uno strumento finanziario al servizio delle economia reale», ha spiegato Angelo D’Ottavio, presidente del Circuito Abrex. «Alle aziende aderenti diamo una serie di opportunità in base alle regole che ci siamo date e che sono diverse da quelle degli istituti di credito. Noi ci regoliamo sulla capacità di vendita», ha continuato D’Ottavio, e «se un ristorante deve fare un investimento, come ristrutturare o fare pubblicità, chiedendoci 10 mila euro, dopo la verifica sull'impossibilità di questo all'accesso al credito tradizionale, noi valutiamo se questo ristorante sia in grado di vendere 10 mila euro di pranzi e di cene in due anni. A quel punto, anticipiamo. Così il ristorante potrà chiamare il pittore», fa notare D'Ottavio, «e comprare ciò che gli occorre. In questo modo, le aziende che sono intervenute hanno conquistato un nuovo cliente e il ristorante non ha un finanziamento con interessi, ma venderà prodotti e incasserà euro, con clienti che prima non aveva, ma che abbiamo portato noi. Questo accade anche per i dipendenti delle aziende». E questa è una novità della convenzione con la Cna. Anche i dipendenti delle aziende potranno usufruire del circuito. C’è chi, per esempio, ha raccontato D’Ottavio, ha chiesto alla propria azienda 2 mila euro per la comunione della figlia e che ora restituirà all'azienda detraendo cento euro al mese dalla busta paga. C’è anche chi, con questo principio, si pagherà le vacanze.
Il sistema del credito commerciale è in crescita in tutto il Paese. «È un effetto valanga», ha sintetizzato Luciano Fiore, amministratore di Abrex, «perché il meccanismo è vantaggioso in un sistema in cui tutti gli attori guadagnano qualcosa».
«Nessuno perde, nel sistema», ha rimarcato D’Ottavio, «chi perde è chi non si iscrive ad Abrex».
C’è solo un rischio, ha chiarito Graziano Di Costanzo, direttore della Cna Abrzzo, «che, per esempio, incassati 1000 Abrex, per una vendita, non si riesca poi a ricollocarli, entro un certo tempo. Ma mi riferisco a dei prodotti particolari», ha precisato Di Costanzo, che vengono monitorati attentamente in base alla capacità di assorbimento del circuito, ossia sull’analisi dell’incrocio tra domanda ed offerta. Difficile, infatti, che in questo momento nel circuito trovino un vantaggio nuovi ristoratori. «Se oggi ci fosse un ristorante di Pescara che chiedesse l'iscrizione», ha rilevato D’Ottavio, «dico che non avremmo lavoro per questo ristorante, poiché ce ne sono già cinque nel circuito». Ma il mercato cambia, le possibilità si allargano, e la ripresa aiuta. E spazio per il baratto 2.0, primo o poi, se ne troverà.
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