Accusato di violenza su minorenne: assolto dopo 3 anni di inferno

Francavilla: imprenditore era stato denunciato dalla nipote Ma, secondo il tribunale di Chieti, la ragazza «ha mentito»
FRANCAVILLA. È stato assolto con formula piena perché il fatto non sussiste, A.S., imprenditore di 43 anni di Francavilla, accusato di violenze sessuali ripetute su una minorenne. La brutta vicenda esplose tre anni fa, quando l’uomo, sposato e padre di due figli, fino ad allora con una normalissima vita divisa fra casa e lavoro, si ritrovò a rispondere di accuse pesantissime mosse nei suoi confronti dalla nipote della moglie. La ragazzina, all’epoca 13enne, denunciò di aver subito dallo zio violenze sessuali periodiche, consumate a partire dai 5 anni precedenti e cominciate quando lei aveva appena 8 anni. Il computer che A.S. teneva in casa e quello della nipote, vennero sequestrati ed esaminati dagli inquirenti, che però non trovarono alcuna traccia di elementi che potessero confermare le presunte violenze riferite dalla ragazzina. A fronte di tali lacune, i legali di A.S., gli avvocati di Francavilla, Luca Paolucci e Rocco Domenico Maddestra, hanno richiesto che il loro assistito fosse giudicato con rito abbreviato. Pertanto, il giudice ha disposto l’audizione protetta della minore. Giovedì scorso, al tribunale di Chieti, si è tenuta l’udienza finale di discussione davanti al giudice Antonella Redaelli, con pubblico ministero il procuratore capo Pietro Mennini, che si è conclusa con l’assoluzione di A.S.. In particolare, l’audizione protetta della ragazzina con la psicologa nominata dal giudice, «ha accertato come il racconto prodotto dalla minore non sia assolutamente credibile. Il dichiarato evidenzia come la stessa abbia più o meno consapevolmente mentito. Il racconto non corrisponde a un ricordo di un evento realmente vissuto in prima persona». «Sono particolarmente soddisfatto dall’esito di questo giudizio in quanto è stata accertata l’assoluta infondatezza delle accuse mosse nei confronti del nostro assistito, persona di sani principi e al quale affiderei i miei stessi figli», commenta l’avvocato Paolucci. «La sentenza di assoluzione, pronunciata perché il fatto non sussiste, ha riabilitato finalmente l’immagine di A.S. che è stato particolarmente segnato dalla vicenda processuale, la quale si è protratta per anni nonostante che l’inconsistenza dei fatti fosse emersa sin dal principio».
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