Accuse ai sindacati per la Brioni Prime crepe nella maggioranza

L’attacco del capogruppo consiliare Domenicone contestato da Fratelli d’Italia: prendiamo le distanze E FdI chiede un consiglio comunale urgente e aperto alla cittadinanza sui lavoratori vestini a rischio
PENNE. Non si placa la tempesta attorno al capogruppo di maggioranza del consiglio comunale pennese, Federico Domenicone. Le accuse rivolte ai rappresentanti sindacali dei lavoratori Brioni, dopo le rimostranze degli stessi, hanno scatenato una forte presa di posizione anche da parte del gruppo di Fratelli d'Italia. A prendere le distanze da Domenicone, che nell’ultimo consiglio comunale ha accusato i sindacati, sostenendo che «non stiano facendo gli interessi dei lavoratori ma prettamente l’interesse dell’azienda», il coordinatore provinciale di Fratelli d'Italia, Stefano Cardelli, unitamente al consigliere comunale Antonio Vellante, e gli altri candidati alle ultime elezioni nella lista di “Penne Viva”, Debora Rietti, Leandra D’Angelo e Paolo Bianchini.
«Prendiamo le distanze dalle frasi dette dal consigliere di maggioranza, nonché capogruppo, durante il consiglio comunale dello scorso 27 ottobre», dicono da Fratelli d'Italia, segnando una crepa nella maggioranza del sindaco Gilberto Petrucci.
«Come Fratelli d'Italia», continuano Cardelli, Vellante, Rietti, Leandra D’Angelo e Bianchini, «riteniamo che il lavoro svolto dalle 24 rappresentanze sindacali interne agli stabilimenti vestini e dalle organizzazioni sindacali di Filctem Cgil, Femca Cisl e Uiltec Uil, sia un lavoro svolto con la massima professionalità e attenzione, dando sempre priorità esclusiva agli interessi dei lavoratori. Chiediamo pertanto, con la massima urgenza un consiglio comunale aperto alla cittadinanza con un solo punto all'ordine del giorno: quello riguardante la vertenza Brioni», concludono i rappresentanti di Fratelli d'Italia.
Il 31 dicembre prossimo, intanto, è sempre più vicino e la forza occupazionale Brioni è destinata drasticamente a scendere.
Nell’ultimo incontro tenuto in Confindustria, i vertici Brioni hanno confermato la necessità di procedere con la mobilità forzata di altre 24 unità, oltre alle 240 circa che già hanno accettato l'uscita volontaria a fine 2022. Ad anno nuovo la forza lavorativa di Brioni dovrebbe passare da oltre 900 unità a circa 700. La vertenza Brioni di recente è tornata anche sui banchi del Governo, con il senatore Michele Fina, segretario regionale del Pd, che ha chiesto ai neo ministri dello Sviluppo economico e del Lavoro, Adolfo Urso e Marina Elvira Calderone, che siano scongiurati ulteriori licenziamenti.

