Accuse per i conti Il Pd: a Montesilvano logiche clientelari

24 Agosto 2015

È polemica dopo l’approvazione del bilancio Di Costanzo: Maragno vada a casa, la città in declino

MONTESILVANO. Polemica e accuse dopo l’approvazione del bilancio a Montesilvano. È il Pd ad attaccare l’amministrazione Maragno e a sollevare il sospetto di «logiche clientelari». «È mancata un’adeguata programmazione di aiuti e risposte ai cittadini, alla quale è stata anteposta la ritrita logica clientelare», denuncia la segretaria cittadina Romina Di Costanzo.

Lo scontro tra centrodestra e centrosinistra si inasprisce e una dichiarazione della Di Costanza dà la misura di quanto: «Maragno adempie stancamente al mandato di cui è perfetto interprete: far perdere altri anni di tempo alla città. Non ci sono inciuci possibili: prima vanno a casa è meglio sarà per Montesilvano».

Il bilancio è passato con 14 voti favorevoli e 7 contrari: le minoranze hanno chiesto e ottenuto di destinare 10 mila euro ai lavori di sistemazione di via Don e di dare vita a un fondo integrativo del pronto intervento sociale, pari a 40 mila euro, in favore di bimbi autistici e famiglie bisognose, per sostenere spese in ambito scolastico. «Il bilancio che è stato approvato per i suoi contenuti non darà nulla alla città, un’operazione concepita in maniera ragionieristica e prefettizia per l’approvazione della quale sarebbero bastati i soli dirigenti e che niente cambia per Montesilvano», dice Di Costanzo, «lunghe discussioni politicistiche, schermaglie consiliari attorno al poco, troppo poco: restano aperte tutte le problematiche più serie e gravi collegate ai servizi, agli aspetti economici nevralgici e soprattutto al sociale». Nessun inciucio con Maragno: «Il Partito democratico non può collocarsi in un progetto di condivisione di un percorso amministrativo che per come concepito non darà alcun risultato per i prossimi anni. C’è stato uno sforzo in consiglio delle forze di opposizione che hanno riportato risultati apprezzabili ma del tutto insufficienti in un quadro di mediocrità».

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