Acerbo: no ai piani di D’Alfonso per l’Aca Forza Italia: riemergono i vecchi appetiti

Mancano 9 giorni alla chiusura delle candidature per la guida dell’Aca e lo scontro politico si accende: «Le grandi manovre del Pd dalfonsiano per la riconquista dell’Aca», dice l’ex deputato di...
Mancano 9 giorni alla chiusura delle candidature per la guida dell’Aca e lo scontro politico si accende: «Le grandi manovre del Pd dalfonsiano per la riconquista dell’Aca», dice l’ex deputato di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo (foto), «mostrano a quale livello di arroganza e spudoratezza arrivi un gruppo di potere che ormai pensa di poter fare quello che gli pare.
L’attuale amministratore dell’Aca - che ha dovuto gestire un’azienda affidatagli sull’orlo del fallimento - non è un mio amico e non è della mia area politica. Però si è sicuramente comportato meglio dei suoi predecessori piddini. Le critiche che gli vengono rivolte dai sindaci Pd appaiono generiche e volte soltanto a indurlo al ritiro. Della serie: ora che i conti sono risanati e arrivano i finanziamenti fatti da parte che ci pensiamo noi». I sindaci Pd, a partire da Marco Alessandrini, hanno contestato l’amministratore dell’Aca Vincenzo Di Baldassarre. Ora, negli ambienti politici si parla di una possibile candidatura di Giampiero Leombroni, ex dirigente comunale oggi in pensione, vicino a D’Alfonso: «La candidatura di Leombroni alla guida dell’Aca poi mostra il timbro inconfondibile di D’Alfonso su tutta l’operazione. Il fatto che alla Festa dell’Unità a Pescara sia in programma un dibattito sull’acqua con relatore Leombroni dà l’idea di un’offensiva studiata da tempo». Acerbo si appella ai sindaci, anche ad Antonio Luciani di Francavilla che ha chiesto il ritorno al cda: «I sindaci dovrebbero procedere alla trasformazione dell’Aca in azienda speciale di diritto pubblico e dotarla di una dirigenza competente che non abbia nulla a che fare con i gruppi che si sono sbranati l’Aca per due decenni».
Interviene anche Forza Italia e Provincia Prima: «Sull’Aca stanno evidentemente tornando a riemergere antichi appetiti», dicono i gruppi consiliari di Regione, Provincia e Comune.

