Acqua, a secco 23mila pescaresi Masci: «Danneggiati i cittadini»

24 Settembre 2020

Dopo la nuova proroga che andrà avanti fino a domani, il sindaco sbotta: «Disservizio intollerabile» Il direttore dell’Aca prepara un elenco dettagliato degli interventi a un costo di 120 milioni di euro

PESCARA. Una relazione dettagliata sull’emergenza idrica in corso e sul programma di chiusure e razionamenti che da fine luglio ha messo in ginocchio molti dei Comuni serviti dall’Azienda consortile acquedottistica (Aca). E, in aggiunta, anche il cronoprogramma degli interventi sugli impianti «allo scopo di scongiurare il ripetersi di tali condizioni di carenza». A chiedere chiarimenti ai vertici dell’Aca è il sindaco Carlo Masci, ieri, dopo gli ulteriori tre giorni di riduzioni che interessano almeno fino a domani 107.343 utenti tra Pescara, 22 Comuni della provincia e i territori vicini di Francavilla e San Giovanni teatino.
Il perdurare dell’emergenza, dettata da una stagione caratterizzata dalla mancanza di piogge che ha finito con il prosciugare le sorgenti del Gran Sasso e della Maiella, lasciando a secco anche i serbatoi, ha stravolto la routine domestica di migliaia di famiglie, costrette a convivere con l’acqua a singhiozzo, con le chiusure notturne e con le riaperture che spesso sforano gli orari indicati dall’ente che gestisce il servizio idrico. Nel capoluogo adriatico i maggiori disagi hanno interessato 18mila cittadini della zona collinare, le cui abitazioni sono collegate con la sorgente Tavo sud, serbatoio Valle Furci, e subiscono sistematicamente una diminuzione della portata dell’acqua ogni sera dalle 23 alle 6 del mattino. Ma altre chiusure sono state programmate durante l’estate anche in altri quartieri, coinvolgendo 5.000 utenze a Colle Santo Spirito, via San Donato, via Fontanelle, via Caduti per servizio e via Ventre D’Oca.
Il sindaco, dopo l’ennesima proroga e «anche a fronte delle continue e pressanti proteste ricevute da cittadini e turisti», ieri ha voluto inoltrare una richiesta di chiarimenti ai vertici dell’Aca. Il primo cittadino nella missiva ha definito «intollerabile» il disservizio che «ha comportato non pochi disagi durante la stagione primaverile-estiva 2020», non evitando di sottolineare «la gravità della situazione anche in considerazione dell’emergenza sanitaria ancora in atto». Masci sostiene che le promesse ricevute dall’Aca di soluzione della problematica «continuano invece a rimanere solo sulla carta» e che «un servizio pubblico, come quello idrico, non può assolutamente essere interrotto, se non per giustificato motivo e senza che si arrechi pregiudizio all’utenza». Inoltre «viste le cicliche manifestazioni del problema» spiega che «non è accettabile che vengano compromesse le attività economiche cittadine». Il sindaco ha invitato quindi il presidente Giovanna Brandelli e il direttore tecnico dell’Aca Lorenzo Livello a fornire «celermente» una relazione su quanto si sta verificando da diverse settimane e il cronoprogramma degli interventi programmati.
«Il sindaco è rimasto comprensibilmente amareggiato», ribatte il direttore Livello, «stiamo preparando una risposta dettagliata, riepilogando tutto ciò che è successo, come tra l’altro già abbiamo fatto con la Prefettura. Per risolvere le problematiche idriche su tutto il comprensorio l’Aca ha stimato lavori di risanamento e potenziamento delle adduttrici Giardino e Tavo più una serie di altri interventi sugli impianti per un costo di 120 milioni di euro. L’elenco sarà inviato a Comune, Regione ed Ersi per verificare anche la possibilità di finanziare le opere ricorrendo agli aiuti europei del Recovery found».
In attesa delle piogge, indicate dalle previsioni meteo nel fine settimana, l’emergenza idrica prosegue almeno fino a domani. Poi l’Aca potrebbe inviare un ulteriore aggiornamento, probabilmente riducendo il numero dei Comuni e le fasce orarie. L’obiettivo è riuscire a eliminare le chiusure entro fine mese.
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