Acqua, cinque quartieri ancora a secco fino a lunedì

A disposizione dei cittadini le cisterne nei palazzetti di via Rigopiano e via Elettra M5S all’attacco: «La colpa è anche dei sindaci che approvano i bilanci dell’Aca»
PESCARA. La crisi idrica prosegue a Pescara (oltre che su gran parte del territorio provinciale) con le chiusure e le riduzioni calendarizzate dall’Aca fino a lunedì 23 agosto. In città, oggi e domenica, rubinetti a secco dalle 22 alle 6, a Colle Santo Spirito, via San Donato, Fontanelle- Caduti per Servizio, via Ventre d’Oca. Le riduzioni sono previste, tutti i giorni fino a lunedì, dalle 23 alle 6, a Colle Scorrano, Colle di Mezzo e traverse. Per contenere i disagi alla popolazione prosegue la distribuzione di 8mila litri d’acqua nei palazzetti dello sport di via Rigopiano e via Elettra. A partire da mercoledì scorso, due cisterne da 5mila e 3mila litri, sono state messe a disposizione dei pescaresi (che nel primo giorno hanno disertato i rifornimenti, ad eccezione di pochi) da parte dell’azienda acquedottistica.
Il sindaco Carlo Masci informa «i cittadini possono rifornirsi», dalle botti, «sino alla fine dell’emergenza». I pescaresi, muniti di taniche e bottiglie, possono atttingere dai rubinetti delle cisterne ogni giorno dalle 8 alle 20. I punti di raccolta dell’acqua si trovano negli spazi interni dei due palazzetti: per la zona centro, in via Rigopiano (accanto all’ospedale) e nel Palaelettra della zona stadio.
Intanto, sul perdurare della carenza idrica, interviene il vice presidente del Consiglio regionale Domenico Pettinari: «L’acqua è un bene di tutti», attacca, «non è accettabile che migliaia di cittadini debbano trovarsi per ore, nel periodo più caldo dell'anno, con i rubinetti a secco nelle proprie abitazioni. La classe politica deve assumersi le responsabilità». Secondo Pettinari «quello che sta accadendo in questi giorni intorno ad Aca e tutto il servizio idrico abruzzese non è più accettabile, ed è arrivato il momento di ristabilire la verità». Che, secondo il pentastellato, è la seguente: «Tutti i cittadini devono sapere quale sia la gestione di Aca (Azienda acquedottistica) ed Ersi (Ente regionale servizio idrico). L’Aca è una società pubblica partecipata da tutti comuni della provincia di Pescara e alcuni comuni delle province di Teramo e Chieti. L'assemblea dei soci di Aca è composta da tutti i sindaci, ed è l'assemblea stessa a nominare il consiglio di amministrazione e ad approvare i bilanci». Dunque «se i sindaci», prosegue, «votano il bilancio e nominano i vertici, come possono poi lamentarsi per le carenze idriche se hanno di fatto approvato l'operato della società? Perché non hanno fatto niente in tutti questi anni per prevenire l'emergenza?». Secondo Pettinari, le reti idriche della provincia «sono un colabrodo. In molti tratti viene dispersa fino all'80% dell'acqua immessa, lasciando così migliaia e migliaia di cittadini privi di un servizio essenziale per la propria vita quotidiana. Queste sono le conseguenze di anni di incuria di una classe politica incapace di prevenire le emergenze».

