Acqua, con la pioggia razionamenti rinviati

Terreni bagnati e meno consumi: l’Aca rimanda le riduzioni inizialmente programmate da domani
PESCARA. Contrariamente alle previsioni dell’ultimo periodo, non ci saranno razionamenti di acqua né la prossima settimana né quella successiva ma resta confermato che il picco nei consumi dovrebbe verificarsi all’inizio di agosto per cui saranno inevitabili le chiusure dei serbatoi che l’anno scorso si sono susseguite per buona parte dell’estate.
Ad annunciare come dovrebbe muoversi l’Azienda acquedottistica è la presidente Giovanna Brandelli che nelle scorse settimane, sulla base della disponibilità di acqua e in considerazione dei consumi ipotizzati, aveva previsto i primi razionamenti tra il 10 e il 15 luglio, contando di convocare i sindaci dei principali comuni interessati per valutare come intervenire, ad esempio con le autobotti.
«Non ci saranno interruzioni nelle prossime due settimane», dice Brandelli, «perché abbiamo una buona disponibilità di acqua e grazie ai piccoli correttivi del meteo». Quando piove o scendono le temperature, come è accaduto ieri, «diminuisce il consumo di acqua, nelle abitazioni, e per l’irrigazione», anche se l’acqua potabile non andrebbe mai utilizzata per irrigare, ripete Brandelli.
Trattandosi di «previsioni», si procederà sulla base del «monitoraggio costante», cioè conto contemporaneamente «della disponibilità e dei consumi» e l’Aca sa già che ci saranno dei picchi. «Ce l’aspettiamo all’inizio di agosto a Montesilvano, Francavilla e Silvi, ad esempio, dove c’è una forte presenza turistica. E dovremo capire se il Ruzzo ci darà la disponibilità di acqua, da integrare alla nostra, per riversarla nella zona nord. Se non ci dovesse essere questa integrazione dovremo procedere a una redistribuzione, dall’interno verso la costa». Stando così le cose, slitta in avanti l’attivazione del piano di emergenza. «Rimaniamo in regime ordinario», conclude Brandelli ricordando, tra l’altro, che l’Aca sta continuando a lavorare per la ricerca di perdite occulte nella “zona litoranea” e cioè a Città Sant’Angelo, Collecorvino, Picciano, Atri e Silvi: ne sono state trovate 25 che «permettono di intervenire in maniera preventiva e non dopo una rottura, lavorando meglio e spendendo meno». (f.bu.)

