Acqua, la bolletta diventa cara: vanno pagati 4 anni di arretrati

4 Agosto 2020

I soldi non riscossi dal 2016 al 2019 saranno recuperati dall’Aca spalmando il debito su due conguagli L’importo medio di 70 euro sarà richiesto a 220mila utenti tra famiglie, attività e comunità montane

PESCARA. Le bollette dell’acqua non pagate dai cittadini morosi nelle annualità dal 2016 al 2019 saranno recuperate dall’Aca spalmando il debito complessivo su due conguagli, che saranno inviati nei prossimi mesi nella cassetta della posta dei 220mila utenti tra famiglie, attività industriali, commerciali, sportive e ricreative e comunità montane dei 64 comuni di Pescara, Chieti e Teramo serviti dall’azienda consortile acquedottistica. È stato calcolato, infatti, che in Abruzzo il cosiddetto “indice di morosità” ripartito su base geografica ammonta al 7,1 per cento e che il recupero delle somme pregresse degli ultimi quattro anni determinerà un aumento medio e approssimativo sulla bolletta dell’acqua di circa 70 euro una tantum.
I DEBITI PREGRESSI. Il recupero delle vecchie morosità, com’è stato spiegato ieri mattina dalla presidente dell’Aca Giovanna Brandelli e dai due componenti del consiglio di amministrazione Pierpaolo Canzano e Donato Di Matteo, deriva da una norma del 2015 imposta da Arera, l’Autorità di regolazione per energia, reti e ambiente.
L’Aca, durante la seduta convocata per l’approvazione del bilancio e l’introduzione del nuovo sistema tariffario valido dal 2021, ha previsto di spalmare l’importo da recuperare su due bollettini. Il primo conguaglio arriverà alle famiglie e alle altre utenze entro il mese di dicembre. Il secondo, invece, è atteso a metà 2021, dopo una distanza temporale non inferiore a 180 giorni.
«I costi fisiologici della morosità», ha spiegato Brandelli, «rappresentano il mancato incasso a 24 mesi. L’indice è stato individuato da Arera su base geografica e, per l’Abruzzo, è pari al 7,1%. Noi non abbiamo fatto altro che applicare le regole, visto che l’Ersi, l’ente per il servizio idrico integrato, ci ha imposto di inserire nel bilancio e quindi di recuperate a conguaglio queste somme. Ai mancati incassi a 24 mesi si aggiunge, poi, l’extramorosità relativa alle annualità pregresse che finora non era mai stata fatturata. È la stessa procedura seguita dalle società che gestiscono il gas o l’elettricità: sono leggi nazionali che dobbiamo rispettare. Certo, se fosse stata applicata nel momento opportuno, adesso non ci troveremmo nella condizione di dover recuperare insieme tutti gli importi degli ultimi quattro anni».
Il pagamento medio stimato di 70 euro a utenza deriva da un semplice calcolo matematico: il mancato incasso per quattro anni, dal 2016 al 2019, diviso per il numero delle utenze. «Ma i conguagli saranno proporzionati tra le utenze», rimarca Brandelli, «anche perché si tiene conto dello storico delle bollette».
LE NUOVE TARIFFE Dal 2021, com’è stato deliberato dall’assemblea dei soci dell’Aca, entrerà in vigore anche il nuovo sistema tariffario denominato “Ticsi” uguale per tutta l’Italia, che tiene conto non più soltanto dei metri cubi di consumo, ma anche dei componenti del nucleo familiare. È lo stesso principio, in sostanza, applicato dai Comuni per il calcolo della tassa sui rifiuti. Alla quota fissa, indipendente dal consumo, che copre i costi per la gestione delle infrastrutture idriche, si aggiunge una quota variabile che è proporzionale al consumo e ai componenti del nucleo familiare.
«Ma non ci saranno aumenti per le famiglie numerose», ci tiene a precisare la presidente Brandelli, «al contrario potranno contare su bollette più basse. Invece le utenze industriali e le aziende pagheranno di più in base al principio europeo che chi inquina paga». Le nuove modalità di calcolo sono spiegate da Canzano: in base a una direttiva ministeriale, approvata per limitare gli sprechi e incentivare gli utenti a utilizzare le risorse idriche in maniera efficiente, è stato individuato il quantitativo minimo vitale a disposizione di ogni cittadino, pari a 50 litri d’acqua al giorno. «Ne consegue», dice, «un aumento della quantità d’acqua a tariffa agevolata per ogni componente della famiglia: superata questa prima soglia si entra in seconda fascia e il quantitativo di acqua consumato verrà pagato di più. Se si eccede ancora nei consumi si entra nella terza e ultima fascia».
Le nuove bollette arriveranno dal prossimo anno. Ma, attenzione, gli importi saranno calcolati in automatico su una composizione di tre persone a famiglia. Saranno gli utenti, come stabilito dall’Aca, a dover compilare e inviare un’autocertificazione che troveranno in bolletta per comunicare l’effettiva composizione del nucleo familiare.