Acqua, rubinetti a secco di notte per 6 giorni

Chiusure a Pescara e in provincia. La presidente dell’Aca Brandelli: «Il livello delle sorgenti è basso»
PESCARA. Torna l’emergenza acqua a Pescara e in alcuni Comuni della provincia. Ieri l’Aca ha fatto sapere che da oggi e fino al 5 luglio scatteranno nelle ore notturne chiusure e riduzioni idriche per far fronte al problema di un abbassamento dei livelli delle sorgenti a causa del caldo e della carenza di precipitazioni.
È alto il rischio che possa accadere ciò che è avvenuto l’anno scorso, con l’emergenza idrica andata avanti da giugno fino ad ottobre.
A Pescara, ci saranno delle riduzioni idriche stanotte, il 2, 3 e 5 luglio, dalle 23 fino alle 6 del giorno successivo, nelle zone di Pescara Colli, strada Colle Scorrano e traverse e strada Colle di Mezzo. A Città Sant’Angelo ci saranno chiusure tutti i giorni, dalle 22 alle 6, in diverse contrade e riduzioni idriche nel centro urbano, stanotte, il 2 e 4 luglio, dalle 22 alle 6.
A Cepagatti, invece, ci saranno solo chiusure dalle 22 alle 6 domani notte: a Villanova e nel centro urbano. Anche a Pianella solo domani notte, dalle 22 alle 6: a Cerratina, Castellana e in diverse contrade. Stesso giorno e stesso orario a Rosciano: in centro, Villa Badessa, Villa Oliveti e in alcune contrade.
Stop all’erogazione dalle 22 alle 6 di questa notte e domani notte a Francavilla: in via Antinori e traverse, Quercetti, Setteventi, San Franco, via Nazionale, viale Alcyone e Nazionale adriatica nord.
Ma le interruzioni idriche sono destinate a durare perché la situazione delle sorgenti è tutt’altro che buona. A farlo presente è la presidente dell’Aca Giovanna Brandelli. «Purtroppo c’è una riduzione della capacità delle sorgenti», ha detto la presidente, «dobbiamo invitare i cittadini a non sprecare l’acqua. Importanti sono le autoclavi, non si può pretendere che al settimo piano arrivi l’acqua negli appartamenti se l’edificio ne è sprovvisto». «Noi stiamo pagando oggi gli errori che si sono fatti in passato», ha rivelato Brandelli, «oggi le reti sono tutte deteriorate perché negli anni passati non si rispettavano le pressioni massime di rete, visto che non c’erano delle norme tecniche. La legge prevede che ci siano delle pressioni idriche che in passato sono state puntualmente violate per mandare l’acqua ai piani alti. Negli edifici elevati vanno messe le autoclavi. Noi spendiamo un mare di soldi per andare a gestire le richieste di intervento di persone che vivono al settimo piano dove non arriva l’acqua perché i loro condomini non hanno l’autoclave. Quindi, anziché andare a fare le riparazioni delle condotte e gli interventi necessari sul territorio, noi dobbiamo andare a verificare ciò che accade nei condomini senza autoclavi». «Dobbiamo renderci conto», ha concluso, «che c’è un cambiamento climatico in atto e in estate l’acqua scarseggia».(a.ben.)
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