Ad agosto fallì un assalto con le mazze di ferro

PESCARA. Una banda organizzata e preparata, niente a che vedere con i ladri che l’altra notte sono stati sorpresi a rubare in casa dal proprietario della villetta dietro alla stazione, un ex...
PESCARA. Una banda organizzata e preparata, niente a che vedere con i ladri che l’altra notte sono stati sorpresi a rubare in casa dal proprietario della villetta dietro alla stazione, un ex calciatore di 43 anni, disarmati e a volto scoperto.
I quattro banditi che giovedì sera hanno assaltato la casa della famiglia Stromei erano armati, incappucciati e con i guanti, per non lasciare impronte. Non hanno aspettato la notte, per entrare indisturbati, ma hanno aspettato i proprietari di casa per fare incursione nella loro villa e seminare il panico a caccia della cassaforte. Una batteria di gente arrivata dall’Est, romena da una prima ricostruzione, che in via San Comizio, alla villa dell’ex direttore generale dell’aeroporto pescarese ci è arrivata in maniera mirata, evidentemente indirizzata da un basista del posto.
«C’è stato uno studio preliminare», afferma il capo della Mobile Pierfrancesco Muriana, «avevano studiato le abitudini della famiglia e anche il sistema d’allarme». Un sistema sofisticato, con una decina di telecamere sparse tra il muro di recinzione, la porta di casa e il resto del giardino. I banditi ne hanno rotta sicuramente una, quella puntata sull’ingresso, ma non hanno fatto i conti con le altre, anche nascoste, che potrebbero averli ripresi a volto scoperto nell’ipotesi in cui si siano tolti i passamontagna per uscire dalla villa senza destare sospetti. È per questo che i poliziotti stanno visionando anche le immagini riprese dalle telecamere disseminate nella zona, quelle della Capitaneria di porto, in piazza della Marina, e in via Bardet, tentando di ricostruire il percorso di arrivo e di fuga. In via San Comizio, alla villa di Stromei, a due passi dal deposito di banane di via Magellano dato alle fiamme qualche sera fa, i banditi sarebbero arrivati lungo via Cagni e da qui avrebbero scavalcato il muro di recinzione in attesa dei proprietari.
Ma un’altra pista investigativa prende spunto dal tentato assalto subìto dalla stessa famiglia a metà agosto quando alcuni banditi, nella notte, tentarono di sfondare i vetri antisfondamento delle finestre al piano terra con delle mazze di ferro, poi sequestrate dai carabinieri chiamati dai proprietari. Strumenti che potrebbero custodire impronte decisive nel caso che la banda fosse la stessa. (s.d.l.)
©RIPRODUZIONE RISERVATA

