Ad Alanno si studiano i legumi dal mondo

3 Marzo 2022

Gli studenti del Cuppari alla ricerca delle varietà migliori di ceci e fagioli per rilanciare l’agricoltura locale

ALANNO. Venti varietà diverse di ceci, provenienti da tutto il mondo, da studiare e analizzare fino al 2026. La specie che meglio si adatterà al territorio sarà impiantata e coltivata dai produttori agricoli che creeranno posti di lavoro e rilanceranno l’economia locale. È l’ambizioso esperimento di miglioramento genetico che stanno portando avanti 40 studenti delle classi quarte dell’Istituto tecnico Agrario “Pietro Cuppari” di Alanno, diretto dalla preside Maria Teresa Marsili, in collaborazione con la facoltà di Agraria dell’Università Politecnica delle Marche.
Il programma, giunto al secondo anno, è finanziato complessivamente con 7 milioni di euro dall’Unione Europea e coinvolge 28 partner internazionali, con l’importante obiettivo di valorizzare l’agro-biodiversità e promuovere il consumo e la coltivazione di legumi alimentari. L’esperimento rientra nel progetto “Increase” coordinato da Roberto Papa, professore ordinario di Genetica agraria all’Università di Ancona. Spiega l’agronomo e docente alannese Fernando Di Benigno: «Gli studenti del Cuppari conducono un vero e proprio esperimento di miglioramento genetico nell’azienda agraria e nei laboratori della scuola, con l’obiettivo di individuare le varietà di ceci – una ventina provenienti da Italia, Pakistan, Germania, Stati Uniti, India, Afghanistan – che più si adattino all’ambiente locale e ad una coltivazione senza fitofarmaci e concimi. Una volta individuata la varietà più idonea ai nostri campi, saranno coinvolti gli agricoltori del territorio che pianteranno il seme per produrre economia e posti di lavoro. Sarà studiato l’impatto sull’ambiente al fine di proteggerlo, per contrastare la crisi climatica e per il futuro delle nuove generazioni, assicurando cibo sano per tutti».
Dai ceci ai fagioli da piantare e far crescere sui balconi di casa. Il Cuppari è infatti promotore anche di un altro esperimento di Scienza dei cittadini (Citizen Science) che prevede la distribuzione ai cittadini di mille varietà di fagioli. Ogni partecipante riceverà 6 semi da coltivare e di cui prendersi cura, documentando lo sviluppo con foto e video. La partecipazione, gratuita, scade entro il 15 marzo. La preside Marsili: «Partendo dal cibo povero ma proteico dei nonni gli studenti, che diventeranno ricercatori sul campo, rifletteranno che alla base della ricerca c’è passione, curiosità, intuito e consapevolezza scientifica». (c.c.)