Addio a Cosma Ricci, lanciò la Fabbrica

Stroncato da un malore in casa a 49 anni. Imprenditore, due figli, nel ’94 avviò la discoteca dell’ex Gaslini. Oggi i funerali
PESCARA. Un nome e un volto legati al divertimento, alle notti in discoteca, alla voglia di stare insieme ma soprattutto a una città che sapeva ancora sognare. Cosma Ricci, primo direttore artistico della discoteca “la Fabbrica” è morto martedì sera in seguito a un malore improvviso che l’ha colpito in casa. Lascia la moglie Denise D’Apolito, insegnante di lettere, e due figli piccoli, Federico e Nicolò, la sorella Maria Sole, i genitori. E con loro lascia una vita che tanto ancora l’appassionava. Cosma Ricci, diplomato all’Acerbo, avrebbe compiuto 50 anni alla fine di luglio ma la faccia, i modi, l’entusiasmo erano rimasti gli stessi di quand’era poco più di un ragazzino e, già noto negli ambienti della movida pescarese come vocalist e performer, fu chiamato dal direttore generale dell’ex Gaslini a far parte di quell’enorme progetto messo in piedi da Valerio Di Vincenzo: un contenitore per il divertimento e il tempo libero di cui facevano parte il bar Barrito, il ristorante “Piazzetta italiana” diretto da Nino De Gregorio (meta di calciatori e vip del momento), la palestra e, appunto la discoteca “la Fabbrica”, storico locale dove si sono esibiti i giovani talenti di quegli anni, da Daniele Silvestri a Marina Rei, da Niccolò Fabi e Dirotta su Cuba.
«Cosma Ricci», racconta Pierluigi Spiezia che all’epoca era l’addetto stampa dell’ex Gaslini, «fu scelto da Giorgio Cinti che, da esperto conoscitore della movida e dei locali romagnoli, lui era di Cesenatico, fu chiamato a lanciare l’ex Gaslini». Lo ricorda bene lo stesso Valerio Di Vincenzo amministratore di quella società, che di quei tempi racconta: «Cosma fu una scoperta di Giorgio Cinti che aveva il compito di coordinare tutte le attività del centro. Fu lui che in un certo senso, forte della sua grossa esperienza, scoprì il talento di Cosma, trasformandolo in breve tempo nel responsabile delle attività della discoteca. Cosma», ricorda Di Vincenzo, «gestiva la scelta degli ospiti, le diverse attività dal vivo, soprattutto fu lui che si occupò di strutturare tutta la rete di promoter che per il locale erano una risorsa fondamentale. La sua capacità manageriale piacque a prescindere dalla sua giovane esperienza: la Fabbrica fu inaugurata nel 1994 ma i primi contatti con lui ci furono nel 1993. Lui aveva poco più di vent’anni e rispose al meglio. Di sicuro Cosma Ricci ha contribuito, con il suo entusiasmo a la sua capacità di apprendere velocemente, a lanciare al meglio il locale».
Se lo ricorda bene Andrea Potenza che all’epoca faceva parte della Local bus che poi prese in gestione la Fabbrica coinvolgendo anche Manuel Estiarte: «Inizialmente ci chiamò proprio Cosma, quando facevamo il venerdì sera al Metrò, a San Silvestro. Eravamo io, Stefano Cardelli, Gianfranco Silverii, Dario Patroncino, Nanni Di Silvestre, Gianluca Salvatore. Poi subentrammo, ma il nostro arrivo alla Fabbrica fu un’operazione sua», ricorda Potenza, «Cosma era un’icona del divertimento, un personaggio di riferimento per Pescara, un vulcano di idee». Ed è così che lo ricordano tutti i protagonisti delle notti pescaresi di allora che ieri hanno inondato di messaggi i social dove dalla mattina è apparsa la notizia della tragedia. Tanti giovani che all’alba di quegli anni Novanta hanno condiviso con lui l’atmosfera di una città che ancora si sentiva in rampa di lancio.
«È un enorme dispiacere», commenta Americo Carissimo, oggi insegnante e all’epoca testimone, con la telecamera, di quelle serate. «Cosma Ricci è stato un grandissimo vocalist e performer delle feste house, un grande conoscitore della musica, amico di dj importanti. Ha proposto format innovativi anche all’Halley di Torre de’ Passeri. Una persona di talento, di creatività, che ha segnato una pagina bellissima del divertimento notturno. Una persona di grande disponibilità e umanità con un senso cosmopolita del divertimento che lo faceva essere sempre all’avanguardia. Con il suo talento avrebbe potuto lavorare tranquillamente a Barcellona o a Berlino. Una cara persona, sempre disponibile, faceva lavorare tutti». L’Halley di Torre de’ Passeri, l’Atlantide di San Benedetto del Tronto e poi ancora lo Xanas a Silvi Alta: sono questi i principali locali dove, oltre alla Fabbrica, si è fatto apprezzare Cosma Ricci. Capace anche, a un certo punto, di mettere da parte passione e talento per prendere in mano l’azienda di famiglia, “Carte grafiche” cartiera e tipografia attualmente a Sambuceto.
«L’ho conosciuto 25 anni fa alla Fabbrica», racconta a stento l’amico Vincenzo Sivo, «che posso dire di Cosma? Ci siamo sempre frequentati dai tempi della Fabbrica fino a due giorni fa. La mia vita si divide tra la prima parte senza Cosma e la seconda con lui. Questo solo posso dire. Una persona splendida, umile. Sempre con il sorriso».
Oggi alle 16,30, a San Cetteo l’ultimo saluto a Cosma Ricci.
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