Addio a D’Addario, carrozziere e tifoso

6 Giugno 2023

Si è spento all’età di 83 anni, oggi i funerali. Era un appassionato di calcio e fondò due squadre

PESCARA. La passione di Ezio D’Addario era il calcio tanto che negli anni ’60 fondò la squadra chiamata D’Addario che, nel 1978, si fuse con la Dinamo per dare vita a una nuova società, la Cosmos. In città era conosciuto come carrozziere nell’attività che aprì nel 1967 col fratello Loreto in zona Rampigna, prima di lanciarsi nell’avventura di un negozio di autoaccessori in via del Circuito, nel 1970. L’imprenditore pescarese, 83 anni, originario di Pratola Peligna, pensionato dal 2005, è morto domenica all’ospedale civile dove era ricoverato a causa di una lunga malattia. Lascia la moglie Ilde, i figli Alessandro e Giuliana, il genero Maurizio e le nipoti Claudia, Francesca e Federica. I funerali si terranno oggi alle 15 nella chiesa di San Camillo De Lellis a Villa Raspa, dove viveva con la famiglia in contrada Frascone.
D’Addario nacque il 21 marzo 1940 a Pratola. Il padre era un trasportatore su carrozza a cavalli, sua madre era titolare di un negozio di generi alimentari. Dopo aver terminato gli studi, «nel 1960 emigrò in Svizzera in cerca di fortuna», racconta il nipote Giovanni D’Addario, art director di Radio Studio 5, «rientra in Italia per fare il militare e poi va a lavorare nella carrozzeria del fratello. Nel 1970 aprì il negozio di via del Circuito che in seguito fu trasferito di fronte al vecchio Pronto soccorso. La sua passione era il calcio: nel 1969 mise su la D’Addario che, tra il 1973 e il 1974, fece impazzire i fan con la leggendaria finale contro il Pianella, al campo sportivo di Montesilvano, per la promozione in terza categoria. Nel 1978 nacque la Cosmos dalla fusione con la Dinamo che partecipò ai tornei Figc. Insomma, mio zio fece giocare mezza Pescara per quasi 40 anni. Abitava in un villino costruito con le sue mani, nelle vicinanze di un campo di calcio. Era amico di Massimo Piloni, portiere del Pescara che lo invitava spesso in tribuna. Aveva un carattere solare e socievole, gli piaceva stare in compagnia e imitare Celentano e Franco Franchi».
Vittorio Azzarà, amico e collaboratore della dirigenza sportiva, ricorda il Trofeo Maragna del Rampigna: «Nel 1974 il Bar Natale, la squadra di Ezio, vinse 4 a 0 contro l’As Fioravanti e si aggiudicò il secondo posto, mentre nel 1976 arrivò prima, sempre al Trofeo Maragna, battendo il Bar Ideale di via Cesare Battisti».