Addio a donna Tina la regina delle pizzette per intere generazioni

5 Luglio 2020

Si è spenta in ospedale a 91 anni, oggi l’addio con la banda Dopo una vita di lavoro, lascia il testimone al nipote Mattia  

PESCARA. Anche solo pronunciare il suo nome significa immediatamente pensare a un simbolo incontrastato della città e assaporarlo con le papille della memoria. Donna Tina è stata un'icona e con le sue pizzette rotonde sono cresciute generazioni di pescaresi. Ieri mattina è venuta a mancare lasciando un vuoto nella sua numerosa e affiatata famiglia, ma anche in tutta la città.
Capelli d’argento, sorriso dolcissimo, Tina Ciccarini a 91 anni si è spenta in ospedale, dove era stata ricoverata lunedì scorso per un problema renale. La piangono i quattro figli, Sonia, Lucio, Catia e Nara Cupido, i 9 nipoti e la città intera che ha subissato i social di messaggi per ricordare quella che per tutti è stata una vera nonna. Donna Tina era addirittura trisnonna.
Negli anni ’40 aveva creato la pizzetta rotonda, con una ricetta segretissima tramandata al nipote Mattia Di Giovanni che da 10 anni prosegue la tradizione. All’età di 19 anni, Tina cominciò a lavorare insieme ad Antonio Cupido, per tutti ’Ndoniucc, suo marito. Lungo via Vespucci, che all’epoca si chiamava viale Ronchi, aprirono, in un grande fabbricato, “La Catapecchia”, un vero punto di riferimento per tutta la marina sud. Era un alimentari, un fruttivendolo, una gelateria, un bar, una rosticceria e persino una sala da ballo. Furono loro, Tina e ’Ndoniucc a comprare per primi la televisione a Porta Nuova e tutto il quartiere si riuniva nei loro locali per guardare i programmi televisivi a colori. «Mia nonna andava orgogliosa di aver venduto qualunque tipo di prodotto, dal latte alla benzina, dal vino alla frutta», ricorda il nipote Mattia «e me lo diceva sempre».
Tra quelle attività Tina cominciò a sperimentare anche le ricette per una buona pizzetta. All’inizio era al taglio quadrata per poi, negli anni ’40 pensare al formato tondo che diventa ben presto la sua firma inconfondibile, ma anche un prodotto irrinunciabile per la città. Alla morte del marito, negli anni ’80 la signora Tina sceglie di dedicarsi alla cosa che più di tutte le piaceva fare, la pizza. «Ha venduto i vari locali, lasciandosene uno per la pizzeria. L'atmosfera del quartiere era quella di una grande famiglia», dice Di Giovanni. «Ci si scambiava il pane, lo zucchero. Alzavano le serrande tutti insieme e le abbassavano alla sera sempre tutti insieme». Ogni giorno, donna Tina andava nella pizzetteria in viale Vespucci e impastava, infornava, farciva e vendeva. Tutto da sola. «Ha dedicato la sua vita al lavoro e alla famiglia. Il suo amore erano i clienti, i figli e i nipoti. Quando chiudeva il negozio, tornava a casa e cucinava per noi. Le sue polpette», prosegue Mattia, «le chiamavano pasticcini. Erano buonissime. Era una cuoca incredibile e le sue pizzette ancora oggi sono ineguagliabili».
Tina Ciccarini ha lavorato fino all’età di 78 anni, quando nel 2006 chiude l’attività. «Il locale aveva dei problemi di agibilità e lei aveva anche una certa età, così in famiglia l’abbiamo invitata a fermarsi. Ha sofferto molto per questo, e quando dopo due anni le ho detto che avrei voluto imparare e ripartire con la pizzeria, si è riempita di gioia».
Comincia così una vera fase di formazione. Ogni martedì nonna e nipote si riuniscono e lei gli trasferisce tutta l'esperienza maturata in 60 anni. «Dopo un anno mi ha detto che ero pronto e solo allora ho cominciato a cercare il locale. In tanti le hanno chiesto la ricetta», afferma Mattia «ma lei rispondeva sempre che l'avrebbe data soltanto ai figli o ai nipoti». Così è stato. Una decina di foglietti, scritti a mano da Tina passano a Di Giovanni che li custodisce gelosamente. «Il sabato e la domenica, spesso, i primi anni in cui avevo aperto, andava a lavorare al mio posto quando ero impegnato con la pallanuoto e ogni volta contava tutte le pizzette che aveva infornato. Nei suoi pensieri sono sempre rimasti i suoi clienti e spessissimo mi chiedeva di salutarli».
«È stata una mamma dolcissima», commenta addolorato uno dei figli, il maestro d'orchestra Lucio Cupido. «Assisteva sempre ai miei studi musicali e mi ascoltava tutti i giorni. Era sempre sorridente con tutti e mi ha insegnato, con quel sorriso, a come stare davanti al pubblico. Negli ultimi tempi mi chiedeva di suonarle, al piano o alla fisarmonica, sempre un brano. Gelosia, un tango internazionale molto conosciuto, con cui mio papà, Antonio, che aveva l'orchestra, l’aveva conquistata, suonandola alla fisarmonica sotto il suo balcone». Quello stesso brano verrà eseguito, oggi, da una violinista per l'ultimo saluto a Tina Ciccarini. I funerali, alle 16, saranno anticipati da un piccolo corteo con la banda, ultimo desiderio della signora Tina, che la condurrà nella chiesa Santa Caterina da Siena in via Mezzanotte, partendo proprio dallo storico locale di via Vespucci e passando per la sua abitazione.
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