Addio a Giorgio Calanca ingegnere colto e geniale

26 Agosto 2019

Aveva 93 anni ed era nato a Pescara, oggi i funerali in forma privata a Milano Nipote di Arnaldo Mondadori, progettò con Niemeyer il Palazzo di Segrate

PESCARA. Garbo d’altri tempi e una carriera luminosa hanno distinto la vita dell’ingegner Giorgio Calanca, scomparso ieri a Milano a 93 anni per un malore improvviso.
Pescarese di nascita, lombardo per origini famigliari e milanese d’adozione, era un professionista e dirigente illuminato che ha scritto alcune pagine fondamentali del gruppo Mondadori, di cui per tantissimi anni, dalla governance familiare e fino all’avvento di Berlusconi, ha diretto il settore tecnico, occupandosi della realizzazione e gestione di strutture e impianti produttivi in tutta Italia. Calanca lascia la moglie, Rosanna Tomassini, i figli Guido e Silvia con le loro famiglie. Tra i tanti successi della sua vita, Calanca è ricordato in particolare per aver progettato e costruito in collaborazione con un genio dell’architettura come Oscar Niemeyer, il Palazzo Mondadori di Segrate, uno dei capolavori dell’architettura del secondo Novecento, ricordato in importanti pubblicazioni. Ai Mondadori lo legavano, prima che i rapporti professionali, i rapporti di parentela. Nipote del capostipite Arnoldo e cugino di Giorgio Mondadori, Calanca era entrato nella famosa azienda editoriale dopo una prima esperienza lavorativa in Pirelli, dove era approdato successivamente agli studi universitari e alla laurea al politecnico, prima a Torino e poi a Milano. Studente brillante già negli anni liceali, si era infatti diplomato a Pescara, al liceo classico "Gabriele d’Annunzio". In quella città arrivò suo padre Guido, nei primi del '900, per aprire una fiorente attività di officine e rivendite meccaniche, fornitore ufficiale delle competizioni come la Coppa Acerbo, tanto che il piccolo Giorgio, in occasione di una gara, scrisse al campione Tazio Nuvolari per invitarlo a pranzo a casa propria a mangiare le tagliatelle di sua madre. Il rapporto con la Pescara di un tempo è sempre stato forte nei ricordi di Giorgio Calanca, che ogni estate non mancava di far visita all’Abruzzo, nelle sue residenze di Pescara e Montesilvano, dove ha sempre mantenuto vive amicizie e abitudini e i legami di parentela con le famiglie Vinditti, Muzii, D’Orazio, Tartaglia. Un legame forte, corroborato dagli anni di gioventù, quando conobbe la ragazza che sarebbe divenuta sua moglie, Rosanna, figlia del noto medico Ivo Tomassini, di origini teramane. Oggi a Milano si svolgeranno i suoi funerali, in forma privata, l'ultimo saluto a un uomo di rara signorilità e professionista validissimo.