Addio a Santavenere il pasticciere dei Colli Oggi alle 16 i funerali

Aveva 75 anni. Per decenni, ha sfornato dolci in via Di Sotto I colleghi Parete: «Grazie per tutto quello che ci hai insegnato»
PESCARA. Il plum cake era la sua specialità. Per comprare il “plum cake di Ettore”, come era stato ribattezzato, arrivavano a Pescara da fuori città. E alcuni ristoranti avevano inserito questa «creazione» nel menu. I concorrenti, invece, hanno provato a replicare quella prelibatezza. È un puzzle fatto di tanti bei momenti il ricordo di Ettore Santavenere, il pasticciere di via di Sotto che ieri è morto a 75 anni nella sua abitazione.
Ne parla la figlia Cristina che ricorda il padre come «un personaggio della città, un grande pasticciere. Aveva cominciato nel 1970 in via del Santuario, di fronte alla chiesa Cristo Re, e poi si era spostato in via Di Sotto, dove la pasticceria ha chiuso i battenti nel 2005». Ettore non era solo, ma aveva la famiglia al suo fianco, nell’attività, a partire dalla moglie Lina, che lo ha sempre accompagnato, e qualche dipendente. «Puntava tutto sulla freschezza e sulle materie prime di qualità. Quando avanzava qualcosa, la sera, mi faceva preparare dei pacchetti che distribuivo in dono ai vicini. Dobbiamo servire ai clienti la crema di giornata», diceva sempre, e oggi quella frase risuona nella mente della figlia che non ha ereditato l’attività per un motivo ben preciso.
«Mio padre lavorava tantissimo, cioè la pasticceria andava bene. Però a un certo punto ha deciso di chiudere perché voleva riposarsi. E quando ha preso questa decisione ci ha consigliato di lasciar perdere il settore perché si lavorava di notte e nei giorni di festa, ed era pesante». E così il locale è rimasto vuoto per un anno, ma poi i Santavenere hanno ricominciato. «Papà ha aperto per noi una tabaccheria ricevitoria che porta ancora oggi il nome “Ettore Santavenere”, lo stesso della pasticceria. Ci lavoriamo io e mio fratello Antonio e i nostri coniugi, Paolo e Tea. Fino a qualche tempo molti hanno incrociato papà davanti al negozio, mentre spazzava. Era ancora molto legato all’attività» e d’altronde ha dedicato una vita alla pasticceria, coltivando «una passione» che non si è mai spenta. Ha costruito tutto «con le sue mani, con sacrificio e ci sapeva fare, con i clienti. Era una persona umile, generosa, un uomo dolce. E un chiacchierone che aveva sempre qualcosa da raccontare e che si faceva ascoltare con piacere».
Dalla pasticceria Gino di via del Circuito la famiglia Parete saluta «un grande lavoratore, collega e amico con cui abbiamo condiviso momenti indimenticabili». Lo scrivono su Facebook Gino, Dea, Giampiero, Fernando e Mariastella che si uniscono al dolore esprimendo «rispetto e amicizia». «Grazie per tutto ciò che ci hai insegnato», concludono.
I funerali di Santavenere oggi, alle 16, nella Basilica della Madonna dei sette dolori.

