Addio ad Angelozzi: la generazione Thomas perde l’amico più caro

Stroncato dalla malattia a 58 anni, domani il funerale È stato tra i protagonisti della movida anni Ottanta
PESCARA. «La simpatia e il sorriso». Non è retorica, è Carlo, Carletto Angelozzi, raccontato dai tantissimi amici che da ieri lo piangono addolorati. Uno dei protagonisti della movida pescarese degli anni Ottanta, quella del gruppo di giovani che da Thomas si spostava al mare da Eriberto e poi ancora nelle discoteche più in voga di allora, dal Lenny, all’Honeypot, al Niagara e ancora prima alla Silvanella, è morto ieri nella clinica Pierangeli per un male che se l’è portato via in meno di un anno. Rappresentante di prodotti cosmetici e per parrucchieri, doveva compiere 58 anni a luglio. Pescarese, figlio di commercianti (il papà Walter ha un ingrosso di salumi e formaggi alla Pineta e la mamma ha avuto il negozio di salumi “Il Caciaro” in via Leopoldo Muzii), Carlo ha fatto dell’amicizia e del piacere di stare insieme un segno distintivo della sua vita. Sposato con Michela Sali, un figlio, Walter come suo padre, Carlo Angelozzi aveva scoperto di stare male un anno fa, durante un’estate che non era riuscito a finire sugli amati campi di beach volley del Moro, per sottoporsi a un delicato intervento alla testa in cui, insieme con la famiglia e con i fratelli Mirko e Silvia, aveva riposto tutte le speranze. E invece. «Sembrava quasi che ce l’avesse fatta, poi dopo Natale, il crollo improvviso», racconta affranta la cugina Anita Mastromattei. «Sono stato a trovarlo diverse volte, ma l’ultima passeggiata che ci siamo fatti insieme è stato sotto Natale», dice addolorato Gianni Paglione, «ero convinto che ce la facesse, ma non si preoccupava per lui, anche allora si preoccupava per gli altri, per me. È stato ed è il mio migliore amico, per me è un dolore immenso, la persona più brava e più buona che c’è. Il suo unico difetto, glielo dicevo sempre, che era troppo buono. Siamo amici da quarant’anni, da ragazzini, ci siamo conosciuti a piazza Salotto, andavamo al mare da Eriberto. Non riesco a pensare che è morto. Impossibile». Un’incredulità che ieri, da quando si è sparsa la tragica notizia, si è trasferita sul tam tam di facebook raggiungendo centinaia di amici di Carlo Angelozzi. E da ognuno c’è stato un pensiero, un ricordo che quasi sempre raccontava del sorriso, e della gentilezza di Carlo. Qualcuno lo ha anche ricordato con una foto, come Ezio Tucci che con il fratello Pierluigi, sulla spiaggia del Moro, ha condiviso con Carlo tante estati. «È stato tra i primi a venire a giocare sui nostri campi di beach-volley, faceva parte del gruppo storico che da piazza Salotto ci seguiva poi nei nostri locali. Lui, Mimmo Di Michele, Pasquale Di Blasio».
Tra questi anche Raffaele Di Vincenzo: «Una persona squisita, Carlo, che aveva parole gentili verso tutti, tra le persone più allegre e simpatiche in circolazione. Un grande ballerino da ragazzo, quando si andava al Lenny, all’Honeypot, alla Silvanella, ne eravamo parecchi». E snocciola i nomi di una generazione capace di incontrarsi di nuovo nel nome e nel sorriso di Carlo Angelozzi: «Lorenzo Livello, Gianni Paglione, Paolo Di Zenobio, Massimo Belli, Pierluigi Tucci, Ezio Tucci, Gigi Del Monaco, Fabrizio Tontodonati, Florindo Testa, ne eravamo tanti», va avanti Di Vincenzo, «era un gruppo unito che da piazza Salotto e Thomas l’estate si trasferiva da Eriberto e poi a Istria e infine al Moro. Carlo era sempre al centro, un animatore nato, celebri le sue feste di compleanno in campagna, vicino Loreto. C’erano Alberto Melizza che cucinava gli arrosticini, Sandro Colacito, Achille Lalloni, Alberto Aprile, serate storiche».
Un mondo che con Carlo Angelozzi perde sicuramente uno dei suoi pezzi più belli e pregiati e che domani mattina alle 10 si riunirà nella chiesa di Cristo Re, ai Gesuiti, per l’ultimo affettuoso saluto. Di sabato mattina, come ha voluto la moglie Michela. Perché così ci saranno tutti.
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