Addio ad Anna Cafarelli la scrittrice degli emigrati

19 Dicembre 2017

Era tornata a Pescara dall’Argentina con il titolo di “Messaggera di pace” Aveva 78 anni. Le era stato assegnato il premio Guerriero di Capestrano

PESCARA. Emigrata in Argentina dall'età di 15 anni, ha trascorso tutta la vita a scrivere libri e poesie per tenere viva la memoria delle sue radici pescaresi. Nata a Popoli 78 anni fa, Anna Gabriella Cafarelli è morta domenica notte in un ospedale di Cordoba dopo una breve malattia.
Lascia i figli, Davide, Javier e Silvana che l'hanno assistita fino all'ultimo e la sorella Paola, che vive a Pescara. Dopo sessant’anni, Anna Gabriella Cafarelli (Ana per gli argentini) era riuscita a tornare in città, nel maggio scorso, per salutare amici e parenti.
E aveva partecipato, come ambasciatrice degli italiani nel mondo, al festival Rosadonna organizzato da Cinzia Maria Rossi che è anche presidente provinciale dell'Anfe, Associazione nazionale famiglie emigrati.
Alla Cafarelli, che oltre all'Anfe era socia dell'associazione Familia Abruzzese di Rosario (Argentina), era stato conferito il titolo di "Messaggera di pace".
E nel corso di una serie di incontri con le istituzioni regionali per presentare i suoi libri (Fuoco della memoria, tradotto da Elena Bergamini e Segreti dell'anima, in cui raccontava i travagli della sua esistenza; Una canzone per Lucia, dedicato alla madre, e Volver) le era stato consegnato il premio Guerriero di Capestrano dall'assessore regionale Donato Di Matteo e dal presidente della fondazione Dean Martin, Alessandra Portinari.
La sorella Paola, rappresentante del comitato Amici della Filanda, su Facebook le dedica pensieri grondanti di dolore: «Riposa finalmente in pace sorellina mia, non ho parole per esprimere la sofferenza e l’impotenza per quanto ti è accaduto. Tu, che eri piena di progetti, speranze e voglia di vivere. Tu che alla tua età ti comportavi come una ragazzina che ha ancora tutta la sua vita davanti, lasci dentro di me un vuoto enorme che mai potrà essere colmato. Voglio ricordarti felice, grazie per avermi amato così tanto, sei la mia ultima sorella, non ho più nessuno con cui condividere le mie radici, il mio cuore piange. Ti voglio bene».
Ricordi che si accavallano a quelli di Elisabetta Mancinelli, storiografa pescarese, sua grande amica e curatrice della versione italiana dei suoi libri: «Sono addolorata, Anna era riuscita a tornare a Pescara dopo 60 anni ed era felice. La ricorderemo sempre».
Anna Cafarelli aveva lasciato Popoli da adolescente per raggiungere, insieme alla madre negli anni del dopoguerra, il papà emigrato a Buenos Aires (prima che la famiglia si trasferisse a Cordoba) dopo aver perso il lavoro alle officine di Bussi.
Dal padre, che prima di lasciare l'Italia aprì una biblioteca a Popoli, aveva ereditato la passione per la lettura e gli scritti.
L'infanzia e l'adolescenza di Anna sono stati contrassegnati da dolori e sofferenze provocati anche dalla perdita, sotto le bombe della guerra, di un fratellino di 12 anni, dei nonni e degli zii. I funerali di Anna Gabriella Cafarelli saranno celebrati in Argentina, terra che accoglierà le sue spoglie.
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