Addio al prof Di Marino, allievo di Cascella

Aveva 89 anni. Lascia la figlia Raffaella. Il saluto delle ex allieve. I funerali nella chiesa di San Giovanni
MONTESILVANO. È stato allievo di Tommaso Cascella. E anche grazie al Maestro ha imparato ad amare il colore giallo, Giulio Di Marino, docente di storia dell'arte e artista di origini teramane, morto ieri mattina a 89 anni.
I funerali dell’artista e docente in pensione da 20 anni, si terranno stamani alle 10,30 nella parrocchia di San Giovanni apostolo ed evangelista in viale Europa, a Montesilvano, la città dove ha vissuto negli ultimi anni e dove sarà sepolto. Lascia la figlia Raffaella, insegnante nella scuola dell'infanzia di Colle Scorrano a Pescara. La moglie, Valeria, è morta anni fa.
Sulla sua bara ci sarà un cuscino di fiori colorati con i pennelli, che ricorda una tavolozza. Il professor Di Marino, che avrebbe compiuto 90 anni il prossimo 16 dicembre, si è spento ieri mattina all'ospedale civile. Era malato da tempo e aveva combattuto come un leone.
Aveva insegnato al liceo scientifico Da Vinci e al magistrale Marconi di Pescara prima che all’istituto Spaventa di Città Sant'Angelo.
Ieri, alla camera ardente, gli hanno detto addio alcune sue allieve di 40 anni fa che lo hanno ricordato come «uno dei professori più umani e disponibili» ha annotato la figlia Raffaella, in lacrime. Che racconta: «Mio padre amava stare con i suoi studenti, spesso li invitava nei suoi laboratori e con loro organizzava cene a base di pizza». Uno dei cibi preferiti del professore, nato a Teramo, dove aveva fondato il primo circolo artistico, da genitori napoletani, Rosa e Raffaele.
Con il suo «fratello d'arte», l’artista Sandro Melarangelo, era stato «animatore della gioventù teramana degli anni Cinquanta».Il professor Di Marino era «nato per fare l'artista, era egocentrico, estroso, ma dolce e tanto generoso», si commuove la maestra Raffaella, «aiutava tutti col cuore, aveva sempre il sorriso sulle labbra, mi diceva di guardare alle cose con positività. Dipingeva già a otto anni. Sulle sue tele ci sono i girasoli di Vincent van Gogh, che adorava, ma non mancava mai il sole della marina. In giro vedo continuamente i suoi quadri, uno lo ha donato a un museo di Parigi». Diceva: «Il lavoro del pittore non finisce nel suo quadro, ma negli occhi di chi lo guarda».
Non si separava mai dai suoi jeans, il baschetto e la sciarpetta, il suo stile inconfondibile che porterà lassù insieme ai dipinti che lasciava ovunque.
L'ultimo sorriso del professor Giulio Di Marino è stato per l’adorata figlia Raffaella: «Papà mi ha detto: stai con me. E se ne è andato stringendomi la mano».

