Addio al senzatetto “adottato” dai cittadini

10 Luglio 2020

Marocchino, 48 anni, era conosciuto in zona Riserva e i residenti gli avevano trovato casa

PESCARA. Ufficialmente era un "senza fissa dimora", ma a Pescara aveva trovato la sua terra di adozione e anche qualcuno che lo ospitasse in una casa vera e propria.
E in città, nella zona della Riserva dannunziana, lo consideravano uno di loro, un "pinetino".
MALE IMPROVVISO Miloudi, morto nei giorni scorsi in ospedale dopo la scoperta di un male che lo ha travolto e ucciso in poco tempo a soli 48 anni, era nato in Marocco, dove aveva lasciato una ventina di anni fa la moglie e un figlio per raggiungere l'Italia in cerca di fortuna, come racconta il consigliere comunale Armando Foschi che per anni ha avuto a che fare con quest'uomo, racconta, «gentile, educato, rispettoso e discreto».
MUSTAFA PER TUTTI Inizialmente Miloudi ha girato l'Italia lavorando in agricoltura, come bracciante, mentre qui a Pescara viveva alla giornata come vu’ comprà, vendendo articoli di poco valore davanti alla chiesa Stella Maris di via Scarfoglio. Per tutti era semplicemente Mustafa, almeno all'inizio.
RAPPORTO DI AMICIZIA Ma poi, con il passare degli anni, vedendolo sempre lì, giorno dopo giorno, con il suo borsone e i modi di fare educati e mai invadenti, i pinetini lo hanno «adottato insieme ai frequentatori della chiesa», dice sempre Foschi, ed è nato un cordiale rapporto di amicizia, come se fosse davvero cresciuto lì. Lo aiutavano, qualcuno gli ha anche messo a disposizione una casa, una sistemazione decorosa, nella zona di San Silvestro.
IL SALUTO MATTUTINO «Era tra noi già dalla mattina, quando si incrociava davanti al bar. Salutava, mandava i saluti ai nostri parenti, insomma era diventato un po' un'immagine fissa. Quando la grandinata ha costretto a chiudere la chiesa si vedeva in giro, davanti ai locali di questa zona, a vendere le sue cose. Ma con la ripresa delle funzioni religiose lui era tornato al suo posto».
IL DOLORE ALLA SPALLA I problemi di salute si sono manifestati con un dolore alla spalla per cui in un primo momento è finito al pronto soccorso, dopodiché è stato ricoverato e si è scoperta la malattia, che era in stato avanzato.
E' morto nei giorni scorsi nel reparto di Chirurgia e durante il suo ricovero il dottor Gaetano Silvestre ha fatto da tramite tra i pinetini e i medici, per far arrivare nel quartiere notizie aggiornate su Miloudi.
IL CONSOLATO Pur non essendoci documenti di identità di quest'uomo, Latifa Belkacem, che è stata consigliere comunale aggiunto a Pescara, attraverso i cellulari è riuscita a risalire ai parenti dell'immigrato che vivono in Italia (ieri sono stati a Pescara per l'ultimo saluto, con un Imam, e per la tumulazione) e ha anche contattato il consolato e svolto le pratiche necessarie.
«Ha lasciato un vuoto», conclude Foschi. «E si sente già la sua mancanza», tanto che qualcuno gli ha dedicato una poesia in dialetto postata su Facebook.
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