Addio all’artista di strada In tanti per l’ultimo saluto

11 Dicembre 2017

Chiesa gremita per i funerali di Marco Filippone, morto a 41 anni a Roccascalegna Don Vincenzo: «Era aperto, generoso, solare e si faceva voler bene da tutti»

PESCARA. Tutti sgomenti, attoniti. Impossibile credere che Marco Filippone non ci sia più, che se ne sia andato all’improvviso, in un giorno di festa, l’Immacolata Concezione, mentre faceva sorridere grandi e piccini durante una delle sue esibizioni. Aveva 41 anni, Marco, era cresciuto a Pescara ma ora viveva a Cepagatti con la moglie, Barbara Presicce. E venerdì si trovava a Roccascalegna, quando si è sentito male all’improvviso, e nel giro di pochi minuti è morto.
Ieri mattina tanti amici hanno voluto salutarlo per l’ultima volta, durante i funerali alla chiesa del mare. E abbracciare la madre e la moglie di Filippone, in arte Mal di Luna, che oltre ad essere un apprezzatissimo intrattenitore (non solo per bambini) insegnava chitarra.
Nessun dubbio sul fatto che in momenti del genere ci sia «bisogno di consolazione» e anche di «una riserva di fede e di speranza», ha detto nella sua omelia don Vincenzo Amadio, che conosceva Marco. Sa bene, il parroco, che questo artista di strada era ben voluto da tutti per le sue doti umane e professionali, perché Marco «si faceva voler bene», ha detto. Era «un ragazzo aperto, generoso, solare», ha sottolineato don Vincenzo ricordando che Filippone «ha fatto sorridere tanti bambini». E si può solo provare ad immaginare «cosa possa avere ora nel cuore chi ama Marco», e quindi «il dolore della madre, della zia, della sua sposa e di tutti coloro che lo hanno conosciuto». Ma in questi momenti la risposta deve arrivare dalla fede, ha esortato il parroco. E la fede dice che ora Marco è in una «condizione diversa dal nostro dolore e dalla nostra sofferenza» perché con la morte avviene «l’incontro con il Signore, che ci dà la vita per sempre. Pensiamo che questa sia la nostra patria», ha detto don Vincenzo, «e invece qui siamo solo in affitto. La nostra patria è nei cieli. E l’affitto può essere sempre rescisso». Nel cammino terreno c’è «un compito da svolgere con impegno» e Marco lo ha fatto perché «partecipava sempre alle attività della parrocchia e aveva il Signore nel cuore». Nessuno, ha aggiunto don Vincenzo, sa quanto sia lungo il percorso terreno da attraversare ma «bisogna fare di tutto perché Dio ci trovi senza colpe e senza macchia». Ai messaggi di vicinanza di amici e parenti risponde la moglie di Marco, su Facebook, ringraziando tutti «di cuore» e in particolare il sindaco e l’amministrazione di Roccascalegna e i carabinieri, intervenuti dopo il malore che ha ucciso Marco.
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