Addio all’avvocato Marcello Russo tra i papà dello statuto regionale

Il mondo istituzionale, politico e forense piange la scomparsa del giurista, punto di riferimento dell’avvocatura abruzzese. I funerali domani alle 11 nella chiesa di Santa Liberata a Francavilla
PESCARA. Quelle lettere alle istituzioni, scritte negli ultimi giorni, hanno il sapore di un testamento morale.
Il mondo istituzionale, politico e forense piange Marcello Russo, 91 anni, giurista di grido, profondo conoscitore del diritto amministrativo, tra i fondatori dell'ordinamento regionale, figura di spicco dell'amministrazione pubblica degli anni 70, punto di riferimento e guida dell'avvocatura abruzzese, scomparso ieri pomeriggio a Francavilla dopo aver combattuto per mesi contro una malattia insidiosa.
Se ne è andato nella sua abitazione, intorno alle 18, circondato dall'affetto dei suoi cari. Russo lascia la moglie Gabriella Saracino, i figli Michele, ceo della Mirus comunicazioni e Luisa Ebe, avvocato e amministratore pubblico, i nipoti Marcello e Carlo, il genero Manuel De Monte e la nuora Monica Astrologo.
I funerali si terranno domani alle 11 nella chiesa di Santa Liberata a Francavilla, la città che gli ha dato i natali il 4 settembre 1929. La salma riposerà nel cimitero di Francavilla. Un rigoroso principe del foro con un carattere ironico e brillante: questo era Russo, formatosi da giovanissimo al liceo Classico D'Annunzio di Pescara e laureato in Giurisprudenza a Bologna nel 1953, professionista al Foro di Chieti due anni dopo.
Avvocato e politico dalla carriera luminosa, un faro per intere generazioni di giovani a cui amava insegnare la passione per la professione e i valori della vita. Difensore di cause civili, penali, amministrative, dai tribunali ordinari alla Corte d'appello, al Tar, Corte dei Conti, Corte di Cassazione, Consiglio di Stato e tribunale militare di Pace a Roma, presidente della Camera penale di Chieti dal 1994 al 1998, presidente dell'associazione degli avvocati amministrativisti dal 1991.
Entrato in politica negli anni 60 a Francavilla, di animo «molto liberista e molto socialista» come amava definirsi, negli anni 70 era stato consigliere regionale, presidente del consiglio, vice presidente della giunta e assessore al Bilancio. Al Comune di Francavilla era stato vice sindaco e oggi la figlia Luisa Ebe raccoglie la sua eredità come assessore con deleghe a Demanio e Commercio e candidata sindaco alle prossime elezioni. Al Comune di Pescara è stato consulente nel 2013. Russo sarà ricordato anche per essere stato uno dei padri fondatori dello statuto della Regione Abruzzo - cioè dello strumento che ne determina la forma di governo e i princìpi fondamentali di organizzazione e funzionamento - come ricorda il figlio Michele, 55 anni: «Fu lui a scrivere il primo statuto regionale, e quello dell'amministrazione di Francavilla, che divenne statuto pilota a livello nazionale. Sfidò l'ex sindaco Roberto Angelucci e perse al ballottaggio». Uomo di giustizia e padre: «Grandissimo uomo e padre, un esempio di valori», dice tra le lacrime il fondatore 31 anni fa del brand Mirus, agenzia di comunicazioni di caratura nazionale, «mi ha insegnato la rettitudine, l'onestà, amava profondamente la famiglia e il suo lavoro. Con suo padre Michele mio nonno, generale dell'Esercito, ha viaggiato molto con la moglie, nonna Ebe Trivelli, figlia del notaio di famiglia Pasquale, battezzata da Gabriele D'Annunzio che ne scelse il nome». Ebe è anche il secondo nome di Luisa Russo, 52 anni, che ha seguito le orme di papà: «Da lui», racconta commossa e addolorata, «ho imparato tutto, professionalmente e umanamente. Aveva un grande cuore che non mostrava, ma ci ha insegnato a seguire il cuore in ogni attimo della nostra vita». In questi ultimi giorni difficili, in cui la famiglia lo ha visto spegnersi «ha mantenuto alta la sua dignità, soffrendo in silenzio per non consegnare a noi il suo dolore. Ci ha insegnato ad ascoltare i bisogni e i disagi della gente e a trasferire il diritto nell'amministrazione pubblica. Papà mi diceva sempre che l'esperienza politica torna utile nella professione di avvocato perché se ne possono comprendere meglio i meccanismi. Amava le montagne abruzzesi, la natura, il mare, adorava girare l’Europa in camper. Già manca anche ad Ugo, il nostro cane meticcio». In una intervista rilasciata al Centro nel 2013, Russo si raccontò a cuore aperto, con dissacrante ironia e disarmante leggerezza.
Fustigò i politici: «Continuano a procedere come se fossero in rettilineo, invece stanno in curva e non se ne accorgono. Quindi andranno fuori strada, immagino. La classe politica dovrebbe saper prendere provvedimenti generali che vadano nell’interesse dei cittadini, quindi non dare i posti di lavoro con la raccomandazione ma creando aziende e redditività per l’imprenditore». Ebbe parole di rispetto verso i suoi avversari dell'epoca: «Gaspari e Natali sono stati due pesi massimi della regione Abruzzo: io ho scritto in prosa e in versi ironicamente tutto quello che c’era da dire di Gaspari, con il quale avevo più diretto contatto». Dell’attività politica di «Raffaele Delfino e altri consiglieri del Msi», disse: «Credevano in quello che facevano». Attuale il concetto espresso sulla magistratura: «Fa la supplenza a poteri che non funzionano».

