Addio alle vecchie caldaie Spariranno entro il 2029

Dopo i motori a combustione lo stop degli impianti di riscaldamento tradizionali Produttori e cittadini si preparano alla rivoluzione green imposta dall’Europa
L’AQUILA. Dopo i motori a combustione – banditi dal 2035 – l’Europa si appresta a dichiarare guerra anche alle caldaie a gas. Tra i nuovi (possibili) divieti dell’Ue, infatti, potrebbe essere previsto anche lo stop alla vendita, a partire dal 2029, delle caldaie a combustibili fossili autonome. Si chiama regolamento Ecodesign. Ed è il nuovo spauracchio che mette in allarme produttori, costruttori e cittadini. E questo mentre prosegue l’iter per l’approvazione definitiva della direttiva Epbd (case green) che tiene in ansia milioni di proprietari di immobili in tutta Italia.
Stop caldaie a gas dal 2029
È questa l’ipotesi contenuta nella bozza di revisione del regolamento 813/2013/Ue (il cosiddetto Ecodesign) che sarà discussa giovedì 27 aprile durante un forum della Commissione europea. Il testo definitivo dovrebbe arrivare entro quest’anno ed essere pubblicato nel 2024. Secondo la bozza, dal primo gennaio 2029 si dovranno eliminare dal mercato le caldaie a gas esistenti in Europa e quelle tradizionali alimentate anche da altre fonti, come l’idrogeno, e si dovrà accelerare la sostituzione. Resteranno sul mercato, principalmente, pompe di calore elettriche e apparecchi ibridi (pompa di calore + caldaia a gas).
Linee guida anticipate
L’obiettivo era stato anticipato nelle linee guida sul risparmio energetico del pacchetto RePower Eu, piano varato per rendere i Paesi membri indipendenti dal gas russo. In quell’occasione l’esecutivo Ue aveva annunciato di voler arrivare all’abbandono delle caldaie a gas attraverso l’introduzione di “limiti di progettazione ecocompatibile più rigorosi per i sistemi di riscaldamento, che implicano il 2029 come data finale per l’immissione sul mercato di caldaie a combustibili fossili autonome”.
Il regolamento Ecodesign
Il regolamento Ecodesign stabilisce le specifiche per la progettazione ecocompatibile e la commercializzazione di apparecchi per il riscaldamento d’ambiente e misti di potenza termica nominale fino a 400 kW, inclusi i dispositivi di controllo della temperatura e i dispositivi solari.
La revisione all’esame in queste settimane fissa alcuni nuovi parametri, molto ambiziosi che, secondo i produttori italiani, nessun apparecchio oggi in commercio sarebbe in grado di soddisfare. Risulterebbero bandite anche le caldaie che sono alimentate tramite gas rinnovabili.
Direttiva case green
La nuova disposizione che il regolamento Ecodesign potrebbe introdurre non risulta coerente con il parere sulla direttiva case green che è stato espresso dal parlamento europeo il 14 marzo. E che prevede che gli Stati membri vietino, a partire dalla data di recepimento della direttiva, l’uso di sistemi di riscaldamento alimentati a combustibili fossili negli edifici di nuova costruzione e negli edifici sottoposti a ristrutturazioni. Vieterà le caldaie a gas, anche quelle a condensazione. Saranno invece consentite pompe di calore e sistemi ibridi (costituiti da una pompa di calore elettrica e una caldaia a gas a condensazione, non annoverati tra gli impianti a combustibili fossili).
L’allarme delle associazioni
La nuova etichetta energetica pone una soglia minima di efficienza al 115%, valore che nessuna caldaia, né a gas né a idrogeno o biometano riuscirà mai a raggiungere, a esclusione delle pompe di calore, sia elettriche sia a gas oppure ibride. Le associazioni di settore e le imprese che producono caldaie sono già in allarme. Le caldaie a condensazione sono quelle che possono superare la soglia del 100% di rendimento, ovvero di rapporto tra energia emessa nel sistema riscaldato dalla caldaia stessa ed energia consumata, sfruttando i complessi sistemi di recupero dei fumi. Ma arrivare al 115% con le fonti tradizionali è difficile e c’è da pensare che molte tecnologie saranno messe fuori mercato. Con questi limiti, pertanto, il rischio concreto è che dal 2029 in poi vengano ammesse sul mercato solamente le pompe di calore elettriche o ibride, ovvero i sistemi di riscaldamento composti da una caldaia a condensazione a gas e da una pompa di calore elettrica. La mossa comunitaria avrebbe un impatto di larghissima portata quantificabile in interventi su milioni di case in Italia.

