Addio Bruno Collini, il venditore di pesce che amava la musica

È morto all’età di 82 anni, il ricordo di Padovano: un maestro La figlia Concetta: cucinò per Scalfaro e monsignor Iannucci
PESCARA. Cucinò il pesce per il futuro presidente della Repubblica, Oscar Luigi Scalfaro, e per il vescovo Antonio Iannucci. E tra i suoi clienti, al mercato ittico, c’erano i politici Remo Gaspari, Anna Nenna D’Antonio, Nino Sospiri, l’ex sindaco Alberto Casalini, Peppino Quieti, Nevio Piscione; gli sportivi Giancarlo Cadè, allenatore, e Aldo Spinelli, presidente del Genoa. Fu il primo ad aprire una bancarella con le scafette stracolme di pescato al mercato di piazza Muzii (poi chiusa nel 2018) e lungo gli argini del fiume, circa 60 anni fa ed era un uomo lungimirante Bruno Collini, storico commerciante di pesce pescarese, originario di Termoli, morto a 82 anni martedì alle 15 all’ospedale di Chieti, dove era ricoverato. È rimasto dietro il bancone del mercato della marina fino a ottobre scorso, poi una brutta caduta che lo ha costretto a curarsi in vari ospedali, tra Pescara e Chieti, e dalla quale non si è più ripreso. La camera ardente è stata allestita, per sua volontà, nella casa di via Balilla. I funerali si svolgeranno oggi alle 15 nella chiesa di Sant’Andrea.
Stravolti dal dolore gli hanno detto addio i figli Concetta, che porta avanti l’attività di famiglia, e Marco, che dirige un ufficio postale privato, il genero Giancarlo, i nipoti Valentina, Antonio e Giorgia, il fratello Tonino, le sorelle Gabriella e Wilma.
La figlia Concetta, in lacrime, racconta tanti aneddoti sulla vita di quel papà a cui era legatissima: «Era una persona squisita e generosa che ci ha insegnato l’onestà e l’amore per il lavoro, lui cominciò a 6 anni nel negozio di un pizzicagnolo in centro: consegnava pane e mortadella ai pescaresi benestanti e poi andava alla pescheria Spina in via Firenze. Era piccolo ma aveva perso la mamma e si sentiva in dovere di portare qualche soldo a casa. Alla marina e in piazza Muzii le mamme si raccomandano a lui per la soglioletta fresca da dare ai figli. Io lo rimproveravo perché metteva in busta sempre più pesce del dovuto ma lui mi rispondeva sorridente e felice “fall campa’ la gente”. Con mio fratello Marco frequentavamo il Ravasco, dove ci accompagnava con l’Ape, e a scuola un giorno cucinò il pesce per Scalfaro e Iannucci. Non dimenticherò mai la passeggiata in bicicletta sul Danubio con lo Sci club Aterno di cui era socio, amava cantare e suonava la chitarra».
Bruno Collini, figlio di Concetta, morta a 29 anni, e Luigi, armatore molisano (unito in seconde nozze con Franca Rossi), ha sposato nel 1964 al Sacro Cuore, Luigia Gargano, parrucchiera (ha pettinato anche Sandra Milo) per 70 anni in via Balilla e dall’unione sono nati i due figli.
Addolorato il balneatore e presidente di Confcommercio, Riccardo Padovano, che lo ricorda come «il mio maestro di vita: sono cresciuto con lui, per me era come un padre. Cominciai a lavorare con Bruno a 14 anni, alle 4 del mattino partivamo col furgoncino per compare il congelato a Civitanova Marche, Giulianova, San Benedetto del Tronto. Diceva: andiamo a fare la “cacciatella”, cioè un lavoro veloce, tanto che alle 9 eravamo già al mercato di Largo Scurti a vendere. Un giorno mi disse: vai a giocare questi tre numeri al Lotto, erano quelli della sua Fiat 850. Vinse 120mila lire e comprò una cella frigorifero per il mercato del porto, l’unico ad averla negli anni ’70».

