Addio Fiorucci, stilista hippie Stampò il paradiso sulle t-shirt

21 Luglio 2015

L’imprenditore milanese è volato a ottant’anni tra i suoi angioletti riccioluti Diceva: avrei voluto inventare le sneakers che sono di gomma e vanno lontano

Il mondo della moda perde Elio Fiorucci, lo stilista-imprenditore milanese che nel periodo della contestazione giovanile, tra gli anni '60 e '70, aveva portato la sua rivoluzione nei costumi, immettendo lo spirito londinese nel gusto italiano e facendone un mix nuovo apprezzato in tutto il mondo. La sua lungimiranza lo aveva portato negli ultimi tempi ad interessarsi alla salvezza del pianeta, agli sprechi, alla salvaguardia di natura e animali. Classe 1935, Fiorucci, 80 anni compiuti il 10 giugno scorso, è deceduto probabilmente ieri sera o in nottata, colpito da un malore, mentre si trovava solo, nel suo appartamento a Milano. È stato trovato senza vita dai primi soccorritori e dai suoi collaboratori, allertati dai familiari che non riuscivano a contattarlo.

«Il capo di moda che avrei voluto inventare? Le sneakers. I giovani di oggi possono metterle in tutte le occasioni, sono scarpe eterne che portano lontano. E poi sono di gomma» aveva detto lo stilista in un'intervista pochi giorni prima del suo ultimo compleanno mostrando ancora quella verve che aveva reso famoso il suo street style colorato e allegro, ancora oggi in voga.

Fiorucci fece il suo ingresso nella moda all'età di 16 anni come apprendista nella “bottega paterna” dove si vendevano pantofole. È negli anni '60 che il giovane Elio, dopo aver fatto esperienza con i clienti del negozio del padre, «e dopo aver capito il mondo del lavoro», raccontava, decise di seguire il suo istinto, mettendosi a produrre il suo «stile libero». «Sono sempre stato apolitico - spiegava- amante della libertà di pensiero. Ho vissuto a soli sei anni il trauma della Seconda Guerra Mondiale, ma ho avuto la fortuna di vivere dopo un periodo affascinante come gli anni '60, momento storico di grande cambiamento sociale, dove i giovani pensavano a libertà e pace. È stato allora che ho avvertito il bisogno di esprimermi liberamente, senza vincoli politici di destra o di sinistra. Sono stato definito un “hippie della moda” e mi sento proprio così». E a suo modo, Fiorucci nel periodo della contestazione giovanile fece la sua rivoluzione nella moda inventando il fast style, quei capi di abbigliamento a colori fluo, le T-shirt stampate con gli angioletti e i cuori e gli accessori in plastica, amati da paninari e pariolini.

Fiorucci era a suo modo un visionario, attento fino alla fine ai cambiamenti della società e della moda, come prova il successo del suo nuovo marchio Love Theraphy by Elio Fiorucci, nato 11 anni fa, dopo aver venduto nel 1990 la Fiorucci spa, costituita negli anni '70, alla società giapponese Edwin Co. Ltd, con tutti i brand di cui essa era titolare. Ma il vecchio leone della moda continuava a dare il suo apporto fashion da osservatore e invitato all'Expo, puntava ad un argomento che gli stava molto a cuore: il rispetto per la natura. «Il pianeta – diceva – ci sta trasmettendo inequivocabili segnali di sofferenza. Il cambiamento dipende solo da noi e inizia dalle nostre abitudini alimentari, dalle scelte al supermercato, al ristorante e nei negozi di abbigliamento». E concludeva: «Mi piacerebbe così reintrodurre nel nostro lessico quotidiano due parole considerate obsolete. La prima è spreco. Perché i nostri eccessi si riflettono negativamente sull'equilibrio del Pianeta, limitando le risorse di tutti. Cerchiamo allora di tradurre in un codice deontologico le regole di una convivenza armoniosa, di un condivisione equa, mettendo nero su bianco i nostri doveri verso animali, natura, ambiente e verso il prossimo. Riscopriremmo così il valore della seconda parola empatia».