Addio Franca Bagnoli la cattolica ribelle impegnata nel sociale

3 Settembre 2020

Aveva 93 anni, oggi alle 15 i funerali alla Madonna del Rosario Storiche le sue battaglie contro le spese militari dello Stato 

PESCARA. Rivoluzionaria e cristiana nella stessa misura. Una vita votata all’impegno sociale e all’approfondimento culturale, quella di Franca Bagnoli, vedova Pasqualini, morta ieri a 93 anni dopo essere stata per tanti anni insegnante di lettere e filosofia nella scuola magistrale di Pescara.
Oggi alle ore 15, nella chiesa della Madonna del Rosario, in via Cavour, i familiari e gli amici di sempre si riuniranno per l’ultimo saluto alla donna che ha piantato il seme del commercio equo e solidale nel capoluogo adriatico, contribuendo alla fondazione della bottega “Il mandorlo”. Della sua eclettica personalità, il segretario nazionale di Rifondazione comunista Maurizio Acerbo e l’ex consigliere comunale Silvio Profico ammirano soprattutto «il coraggio» con il quale Franca Bagnoli riuscì ad aprire una casa della cultura per le comunità migranti, ma anche «gli incrollabili principi etici e di una cultura enorme quanto la sua sensibilità verso le sofferenze umane e gli altri esseri viventi», ricorda Acerbo.
Protagonista del pacifismo e del dissenso cattolico, Franca Bagnoli è stata amica di personalità come l’abate ribelle Dom Giovanni Franzoni e l’educatore della teologia della liberazione Giulio Girardi, con i quali si identificava anche per le posizioni al tempo stesso cristiane evangeliche, critiche e sociali. Restano storiche le sue battaglie di obiezione fiscale alle spese militari sostenute dallo Stato. «Eravamo in pieno clima sessantottino», evidenzia Profico, «lei si rifiutava di finanziare quel 7-8 per cento di costi, contenuti nel bilancio statale e riservati alle spese militari, e per questo si detraeva questa quota dalle tasse annuali. Ovviamente tutto ciò andava contro la legge. Ricordo che periodicamente l’esattore delle tasse andava a bussare a casa di Franca per pignorarle i beni. Lei allora metteva all’asta i suoi libri che parlavano di pace, impegno e giustizia e noi amici li compravamo».
«L’ho conosciuta con Pax Christi, Padre Francesco, la Rete Radie Resch», dice Acerbo, «nella solidarietà con i popoli dell'America Latina e nelle campagne per la pace e il disarmo, l'associazione Italia-Nicaragua. Franca era una cristiana e una comunista che sostenne la sinistra, Democrazia proletaria e poi Rifondazione comunista, mettendosi anche a disposizione per candidature di servizio. È stata una maestra, un'amica e una vera compagna». (y.g.)
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