Addio Gaia, 19 anni e mille sogni «Indimenticabile il suo coraggio»

La giovane pescarese si era diplomata a giugno al “Tito Acerbo” con l’obiettivo di andare all’università Il preside Di Michele: nonostante non stesse bene, ha voluto sostenere gli esami di Maturità in presenza
PESCARA. Aveva 19 anni Gaia Pangiarella e una grande voglia di vivere e di fare. A giugno si era diplomata all'Istituto tecnico Tito Acerbo e fra i suoi tanti sogni vi era quello di frequentare l'Università. Sogni, ieri mattina, interrotti per sempre a causa di una malattia contro cui lottava da tempo. «Sempre con forza e con il sorriso sulle labbra», ricordano i suoi amici stretti accanto ai genitori Sabina e Domenico, quest’ultimo originario di Spoltore, ed entrambi titolari di negozi di parrucchiere in città (in piazza Allende e in viale Kennedy). Gaia, che abitava con la famiglia in via Gizio, oltre a loro lascia i fratelli Stefano e Carlotta e i nonni Anna, Venanzio ed Ernesto.
E la notizia, che nessuno avrebbe mai voluto ricevere, in un attimo si è diffusa nella sua scuola, al Tito Acerbo, dove per tutti, compagni e insegnanti, rappresentava un esempio. «Gaia», sottolinea il preside Carlo Di Michele, «è stata veramente una testimonianza, per l’intero istituto, di voglia di vivere e di coraggio. Ha sempre affrontato la malattia con serenità. Riusciva a sorridere anche nei momenti per lei più difficili. Aveva un sorriso che contagiava e una grande una forza. A tutti i costi aveva voluto concludere la scuola e a prendere il diploma. Proprio perché ci teneva tanto, le abbiamo fatto recapitare a casa il documento cartaceo. E lei era felice. Nonostante non stesse bene, ha voluto sostenere gli esami di maturità in presenza. Insomma, è stata una ragazza che ha dato tanto alla scuola e la scuola, da parte sua, ha cercato di sostenerla e aiutarla». Profondamente commossa, la sua insegnante di Lettere. «Gaia», racconta, con la voce strozzata dal pianto, la professoressa Chiara Aufieri, «aveva tanti progetti. È stata mia alunna per tutti e cinque gli anni. L’ho conosciuta che era una bambina. Poi, quando frequentava il terzo anno, si è ammalata. Ciò che posso dire è che era lei a dare la forza a tutti noi. Non smetteva mai di sorridere. E poi voleva sempre fare. Per via della sue condizioni di salute, non sempre poteva venire a scuola. E quindi era stata attivata l’istruzione domiciliare e andavamo noi insegnanti a casa sua. Poi la pandemia e la dad. Essendo impegnata di mattina con le terapie, svolgeva le lezioni il pomeriggio. Ricordo che spesso mi chiamava per ricordarmi che c’era la lezione. Mi diceva “professoressa, si ricorda? Mi raccomando, devo studiare, mi devo diplomare”. Ci teneva tantissimo, si impegnava molto. Da parte sua», prosegue, «mai un lamento, anche quando si vedeva che non stava bene. Tutta la classe condivideva con Gaia gioie e dolori. Uno dei momenti più belli è stata la festa per i suoi 18 anni. Era una ragazza buona, seria e disponibile e come tutte le sue coetanee, con tanti sogni. Diceva che le sarebbe piaciuto andare all'Università. Aveva preso la patente e guidava». «Amava andare a cavallo e giocare a pallavolo», dicono le amiche, «ed era molto brava a fare la manicure».
I funerali si terranno, oggi alle 10.30, nella chiesa Santi Angeli Custodi, in via Lago di Posta. A ricordarla anche la professoressa Annateresa Rocchi, preside dell’Acerbo sino al settembre 2019. «Era una ragazza bellissima e sempre sorridente. Non si è mai lasciata abbattere dalla malattia, di cui era consapevole. Non dimenticherò mai il suo coraggio, la sua presenza a scuola sempre gioiosa». E poi, rivolgendosi direttamente a lei, «mi hai dimostrato quanta forza può avere e può dare una adolescente dal cuore indomito e dal sorriso che la malattia non riusciva a spegnere».
Centinaia i messaggi su facebook. «Ti ho adorato sin dalla prima volta che ti ho vista», scrive Lorenza Cassano, «in te c’era una luce diversa, tu non sei mai stata come gli altri, tu eri Tu. Eri piccola e già avevi carattere da vendere, poi è arrivato il mostro e tu hai tirato fuori una forza incredibile. Lui ha vinto, ma tu hai vinto nel cuore di chi ti ha conosciuto perché dimenticarti sarà impossibile».
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