Addio Niccoli, libraio che conquistava artisti e intellettuali

È morto a 85 anni. Le sue gallerie d’arte in piazza Salotto e in via Venezia erano punti di ritrovo negli anni 70 e 80
PESCARA. Libri e quadri erano la grande passione di Vincenzo Niccoli, storico libraio morto a 85 anni in una clinica pescarese. Le sue celebri gallerie d’arte Niccoli di piazza Salotto e via Venezia erano i ritrovi degli intellettuali e artisti nel corso degli anni Settanta e Ottanta.
Chi lo ha conosciuto lo ricorda come un signore garbato, discreto, amante della cultura. Un esteta. Originario di San Miniato, in provincia di Pisa, Niccoli, figlio di un pretore, era approdato a Pescara alla fine degli anni Sessanta. In città ci era arrivato grazie a un posto alla Mondadori.
I percorsi della vita gli hanno offerto l’opportunità di fondare la sua attività, un vero e proprio laboratorio di scoperte, una fucina di talenti, portata avanti con piglio caparbio per decenni. Per tutti era solo Enzo, il signore dei libri.
Tanti pescaresi dai cognomi importanti hanno avuto occasione di comprare volumi e opere d’arte nelle gallerie di Niccoli, da sempre sinonimo di eleganza, e si sono intrattenuti a parlare con lui che amava incontrare menti brillanti.
Il cordoglio del libraio pescarese Marco Getulio Forconi, titolare dal 1995 del punto vendita Rusconi nei locali all’interno della stazione ferroviaria Centrale: «Mio padre ha avuto l’onore di conoscere il gallerista Niccoli», dice Forconi, «siamo vicini alla famiglia in questo momento di dolore».
Classe 1935, Niccoli lascia addolorati la moglie, due figlie e tre nipoti. Da diversi giorni era ricoverato in una casa di cura per svolgere una terapia riabilitativa. La morte per Niccoli è sopraggiunta quando le sue condizioni di salute si sono aggravate all’improvviso.
Era nato a San Miniato, cittadina toscana dove aveva vissuto fino all'età di trenta anni, e dove ritornava di tanto per incontrare la sua gente, gli amici e i parenti.
Col fratello Giuseppe, anch’egli scomparso e pure fondatore di una galleria d’arte che aveva sede a Parma, condivideva le sue passioni letterarie e culturali.
Non ha mai dimenticato le sue radici pisane, Vincenzo Niccoli, ma Pescara è la città dove poi ha scelto di vivere per tutta la vita. La città che lo ha adottato, che lui nel corso degli anni ha imparato ad amare, dove si è fatto una famiglia e che oggi ospita le sue spoglie.
Non è ovviamente prevista nessuna cerimonia pubblica per lo storico libraio di origine toscana, a causa delle norme in vigore per limitare la diffusione del contagio da coronavirus.
Si terrà perciò solo un rito privato riservato ai familiari più stretti, accompagnato dal cordoglio dei tanti pescaresi che hanno avuto la fortuna di conoscerlo.
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