Addio Vitaliano Patricelli Una vita sotto il segno dello sport e della politica

I funerali oggi alle 10,30 nella chiesa di Sant'Antonio a Montesilvano È stato allenatore del Pescara e presidente provinciale del Coni
PESCARA. Lo sport sopra ogni cosa, ma anche la politica. Per Vitaliano Patricelli, morto ieri a 82 anni, ci sono state due grandi passioni che lo hanno reso noto non solo a Montesilvano, la sua città, e Pescara, ma in tutta la regione e oltre.
Patricelli è stato, infatti, amministratore provinciale ma anche allenatore del Pescara e presidente provinciale del Coni, oltre ad aver lavorato come funzionario della Regione Abruzzo e a essere stato segretario del primo presidente della giunta regionale, Ugo Crescenzi, nonché dipendente comunale di Montesilvano. Ed è impossibile non ricordarlo per ciò che ha fatto e per il suo carattere battagliero. Alcune delle sue esperienze pubbliche vengono ricordate da Licio Di Biase che, come dipendente della Provincia, è stato per due anni suo segretario al Servizio urbanistico provinciale, tra la fine degli anni 80 e l'inizio degli anni 90, «quando nel Sup c'erano molti volti noti, come Sabatino Di Giovanni, Lucio Zazzara e Loredana Scotolati». All'epoca Patricelli, esponente della Dc, aveva tra le sue deleghe di assessore provinciale anche quella all'Urbanistica, ed è stato lui a far istituire la delega allo Sport. Durante i dieci anni trascorsi in Provincia come amministratore, Patricelli ha ricoperto anche l'incarico di vice presidente, ricorda Di Biase che in quegli anni era consigliere comunale e i rapporti sono proseguiti anche quando diventò presidente del Coni mentre Di Biase era assessore comunale allo Sport a Pescara. «Si è sempre occupato di sport, per lui era centrale», dice Di Biase. «Era il suo pallino e ha sempre cercato di sostenere la realizzazione degli impianti sportivi», e tra le sue esperienze va citata sicuramente quella come «allenatore del Pescara calcio, con Enzio Falini» ma era anche «molto vicino al mondo bocciofilo».
Di Biase e Patricelli, che si conobbero «nel 1982 al Castello Gizzi, alla presentazione di un convegno per lo sviluppo di Pescara», non si sono mai persi di vista «perché anche negli ultimi anni era presente ai convegni e agli incontri che ho organizzato, ad esempio, su Gaspari e la Dc. Nel momento in cui ha abbandonato la politica, si è candidata e affermata la moglie, Maria Rosaria Parlione, a Montesilvano. Si dedicava molto ai problemi con competenza», conclude Di Biase, ricordando che Patricelli era «un tipo estroso, un po' sui generis, battagliero e talvolta anche polemico, che ci teneva a dire la sua».
«Montesilvano», commenta il sindaco Ottavio De Martinis, «perde uno dei suoi figli più cari, un uomo generoso, una persona perbene che amava tanto la sua città». E tra i meriti di Patricelli sottolinea l'istituzione dell’assessorato allo sport provinciale, nel 1982, «per tutelare il settore dilettantistico», ma anche il ruolo di «allenatore nella panchina del Pescara, in coppia con Falini, nella stagione 1971-72, alla guida dell’Angolana, del Lanciano e della sua Montesilvano». Lo definisce «campione» il sindaco di Pescara, Carlo Masci, che ieri ha chiesto al consiglio comunale un minuto di silenzio per ricordarlo. «Ci ha lasciato un amico, un vero signore, un gentiluomo di altri tempi, una persona piena di sensibilità e di voglia di fare, un politico vero, che ha amato il suo territorio, sempre a disposizione della gente, di chi aveva più bisogno, uno sportivo che ha sempre curato i giovani, che ha sempre inteso lo sport come educazione, insegnamento, rispetto dell'avversario. Era un piacere ascoltarlo, da lui c'era sempre molto da imparare», queste le parole di Masci. Quello di cui Patricelli è stato protagonista «fu un momento importante dello sport», dice il presidente regionale del Coni Enzo Imbastaro. «Il Coni aveva la possibilità di sostenere le società, di dare risalto alle loro attività, e lui lo faceva. E poi era un uomo gioviale, sempre presente e disponibile e ha aiutato il mondo dello sport anche attraverso la politica».
Oggi i funerali di Patricelli, che lascia la moglie e le figlie Samantha e Annika. Cerimonia in forma privata, alle 10.30, nella chiesa di Sant'Antonio, a Montesilvano.

