Agente picchiato sulla strada parco E la politica litiga sulla sicurezza

Preso a calci e pugni da un extracomunitario ubriaco. Masci: «La violenza non ha colore né etichette» Lega e Forza Italia: «L’opposizione strumentalizza». Il Pd: «Promesse non rispettate, città insicura»
PESCARA. Prima l'omofobia, ora la sicurezza. Maggioranza e opposizione continuano ad attaccarsi su ogni fronte e se nei giorni scorsi la polemica è scoppiata prima sulla sede della Pride Week e poi sull'aggressione a un ragazzo gay e sul contrasto all'omofobia, ieri l'attenzione è stata spostata sulla sicurezza, ed è stato immediato il passaggio dal confronto alla strumentalizzazione.
Tutto è nato dal ferimento di un poliziotto della squadra volante che ha fermato sulla strada parco un 34enne marocchino: lo straniero ha opposto resistenza, procurando all'agente lesioni guaribili in 5 giorni, e poi ha danneggiato i locali della questura. Un episodio, uno dei tanti che si verificano in strada per le forze dell'ordine e sui quali la politica raramente si sofferma, che nelle ultime ore è diventato un caso.
LA SOLIDARIETÀ Il sindaco Carlo Masci ha voluto esprimere «vicinanza e solidarietà al poliziotto e a tutti gli uomini e le donne delle forze dell'ordine che ogni giorno garantiscono la sicurezza e il controllo del territorio con il loro prezioso lavoro e con l'impegno in prima linea».
Poi ha lanciato un messaggio politico, dicendo che «la violenza non ha colore e non ha etichette, ma è sempre e comunque inaccettabile e da condannare. Non possono e non devono essere fatti dei distinguo per opportunismo politico e per strumentalizzazione partitica», sostiene il sindaco, «perché la gravità non si misura col metro della convenienza e dell'eco mediatica».
IL PESTAGGIO Frasi che arrivano dopo gli attacchi dei giorni scorsi al centrodestra sul Pride Week poi sfociati nel botta e risposta in aula tra maggioranza e opposizione, che non sono riusciti a trovare una sintesi sulla condanna all'omofobia all'indomani dell'aggressione al ragazzo gay finito in ospedale.
E così il consiglio comunale ha bocciato un ordine del giorno presentato dal centrosinistra, non ritenendolo condivisibile nei contenuti. Masci ha cercato di fare da paciere (senza successo) e le sue parole dimostrano che in fondo la questione non è ancora superata. Al suo segnale di "vicinanza" alle forze dell'ordine si associa il consigliere di Forza Italia Alessio Di Pasquale che va anche oltre e chiede «al sindaco di costituirsi parte civile accanto al poliziotto, come nel caso dell'aggressione sulla riviera».
L’ATTACCO Poi l'attacco ai consiglieri di centrosinistra, accusati di «tacere vergognosamente sull'aggressione al poliziotto», solo perché «non è funzionale alla loro strumentalizzazione politica. Il Pd finge di condannare una tipologia di violenza, perché utile alla propria causa politica, e ignora volutamente tutte le altre. Ecco servito il doppiopesismo delle forze d'opposizione».
Di Pasquale ammette che si vive una situazione di «disagio» in città, e sottolinea l'impegno ad affrontarla per «riportare la sicurezza a Pescara, potenziando le forze in strada, installando le telecamere, rafforzando i controlli». Ma ciò che gli preme evidenziare è «il silenzio della sinistra di fronte alle lesioni riportate dal poliziotto» per poi respingere le accuse di giorni scorsi di «razzismo e omofobia lanciate alla maggioranza». Spiega anche che non si è trovata l'intesa, in aula, perché «abbiamo chiesto un documento che avesse il coraggio di esprimere una condanna ferma su ogni forma di violenza», senza puntare solo sull'omofobia (che però era il tema del giorno).
LA REPLICA All'attacco di Di Pasquale risponde Francesco Pagnanelli, del Pd, che rimanda la palla al mittente. Anche lui è solidale con il poliziotto, la cui aggressione, insieme a quella del giovane gay e al pestaggio di due filippini picchiati sul lungomare, «conferma l’esistenza di un grande problema di sicurezza pubblica per il quale il Comune non ha finora trovato soluzioni. Anzi, la Lega non ha mantenuto le promesse fatte in materia di sicurezza».
LEGA SOTTO ACCUSA Proprio dalla Lega, cioè dal consigliere Marialuigia Montopolino, parte un appello alla politica affinché vengano «contenute le intemperanze piuttosto che fomentare il popolo», visto che i profili social dei rappresentanti del partito di Salvini sono stati bersagliati di commenti, dopo i fatti degli ultimi giorni. «Il Comune», assicura, «condanna qualsiasi forma di violenza, Pescara è una città solidale. Ma centrosinistra e M5S hanno strumentalizzato gli ultimi fatti».

