Aggrediti in riviera: 2 ragazzi in ospedale

Si tratta di episodi avvenuti nel fine settimana. I giovani presi di mira hanno 16 e 20 anni: entrambi operati alla mandibola
PESCARA. Due ragazzi operati e ricoverati in ospedale dopo essere stati aggrediti per futili motivi davanti ai locali della movida.
Si tratta di episodi diversi, avvenuti sul lungomare nord, all’altezza di piazza Duca, nell’ultimo fine settimana.
Le vittime, 16 e 20 anni, hanno riportato fratture quasi identiche sui due angoli della mandibola, conseguenza, dicono i medici, di un colpo forte, un pugno secco assestato con forza in pieno volto. Entrambi sottoposti a intervento chirurgico, (il 16enne è stato operato ieri, il 20enne il giorno prima), sono ricoverati nel reparto maxillo-facciale dell’ospedale di Pescara diretto dal dottor Giuliano Ascani. Lo stesso che dice: «Dopo la tregua del Covid, il fenomeno delle aggressioni tra giovani e giovanissimi, a causa dell’alcol o per episodi legati al bullismo, è nuovamente in crescita. Con la differenza che si sta abbassando l’età media dei ragazzi coinvolti».
Secondo i primi accertamenti, nel caso del 17enne, l’aggressione è avvenuta domenica sera sulla riviera, davanti a uno stabilimento dov’era in corso una serata musicale. Da quanto starebbe emergendo, il ragazzo, famiglia perbene, sarebbe stato improvvisamente accerchiato da un gruppo di tre coetanei e aggredito con un pugno in faccia che lo ha fatto crollare a terra sanguinante. Momenti di grande tensione, con decine di ragazzi che si sono assiepati lì intorno per capire che cosa stesse succedendo e tanti che invece si sono allontanati, impauriti da quella violenza improvvisa. Inizialmente, la voce che circolava tra i presenti era quella di “uno sguardo strano” che al 17enne sarebbe costatp la vendetta del branco. Ma l’ipotesi che si sta facendo strada in queste ore, con la polizia che indaga anche attraverso l’analisi dei social, sarebbe legata a motivi di gelosia: il 17enne potrebbe aver difeso una ragazza nei giorni precedenti, motivo per cui sarebbe stato punito con quell’agguato studiato a tavolino dai suoi aggressori.
L’altro episodio, che vede coinvolto un ragazzo di vent’anni, appare ancora più sconcertante: nello stesso tratto della riviera, poco più a nord, il giovane sarebbe stato avvicinato da uno sconosciuto che gli avrebbe dato chiacchiera con una banale scusa, per poi colpirlo con un pugno in faccia e scappare. Un episodio che richiama alla mente la tremenda moda che qualche estate fa aveva imperversato a Pescara, quella del “Knockout game”, il violento gioco nato negli Stati Uniti con ignare vittime aggredite a caso da gruppi di giovani, solo per dimostrare di stendere una persona con un solo colpo. «Il problema», commenta il primario Ascani, da anni alla guida del reparto e con una lunga esperienza al riguardo, «è che non si considera che con un solo pugno si rischia di provocare esiti permanenti sul volto di una persona. Esiti che possono compromettere non solo la parte estetica, ma anche la funzionalità visiva o masticatoria».
È proprio per evitare episodi come questi, che il questore Luigi Liguori ha intensificato i controlli estivi nei luoghi della movida. Non solo con pattuglie pronte a intervenire, ma anche con il personale dell’Amministrativa che, in borghese e non, porta avanti gli accertamenti nei locali soprattutto per quanto riguarda la somministrazione dell’alcol ai minorenni. Un faro puntato sui ragazzi, ma anche sugli esercenti, chiamati a controllare i documenti dei clienti a cui servono da bere per verificarne la maggiore età, ma anche a sorvegliare su quanto avviene nei locali. Oltre allo scambio di documenti, può succedere che i ragazzi arrivino già ubriachi dopo aver consumato alcol fuori, o che il maggiorenne prenda da bere per conto dei minorenni. L’esercente rischia dalla sanzione alla sospensione dell’esercizio.

