Aggressione all’equipaggio del 118 Tre pescaresi nei guai per lesioni

Denunciati dopo i pugni e i calci all’autista e all’infermiere: sono il paziente 68enne, il figlio e un amico I vertici Asl: atto inaccettabile, offende la professionalità di chi è in prima linea per assistere i cittadini
PESCARA. Tutti e tre denunciati per lesioni aggravate. È questo l’epilogo dell’aggressione di domenica pomeriggio, a Zanni, ai danni dell’infermiere e dell’autista del 118, da parte del 68enne che erano andati a soccorrere, del figlio 46enne e di un amico di quest’ultimo, 41 anni. I poliziotti della squadra Volate diretti da Pierpaolo Varrasso li hanno rintracciati poco dopo il fatto, allertati poco prima dallo stesso equipaggio che chiedeva aiuto.
Secondo quanto ricostruito dalla polizia, domenica pomeriggio intorno alle 19, da Zanni arriva alla centrale operativa del 118 una richiesta di intervento per un uomo in arresto cardiaco. Sul posto viene inviata immediatamente un’ambulanza medicalizzata, ma quando i sanitari salgono a casa trovano la persona in stato di ubriachezza. Tentano di prestargli soccorso, ma lui non solo rifiuta, ma si scaglia contro i sanitari strattonandoli violentemente. A quel punto, di fronte al rifiuto del paziente, peraltro coadiuvato dai familiari presenti, l’equipaggio decide di andare via. Ma sulle scale, mentre il medico ha già raggiunto l’ambulanza, infermiere e autista vengono raggiunti dal figlio del paziente che li aggredisce di nuovo, fino in strada, dove autista e infermiere vengono aggrediti ancora con pugni e calci. Al pestaggio si unisce anche un 41enne che insieme all’amico di 46 anni si allontana mentre le due vittime riescono a raggiungere l’ambulanza con la quale poi si dirigono in ospedale per ricevere le cure necessarie. Intanto, però, arriva la polizia e i tre responsabili vengono poi rintracciati e denunciati.
Sull’episodio, avvenuto alla vigilia della giornata nazionale di Educazione e prevenzione contro la violenza nei confronti degli operatori sanitari e socio-sanitari che si celebra oggi, istituita dal ministero della Salute, interviene la Asl.
«Con profonda indignazione e tristezza», scrivono il direttore generale Vero Michitelli e il direttore del dipartimento Urgenza emergenza Aurelio Soldano, «apprendiamo l’episodio di violenza che ha visto come vittime l’equipaggio del 118, intervenuto per soccorrere una persona che, secondo quanto dichiarato dal chiamante, era in arresto cardiaco. Esprimiamo la nostra massima solidarietà al medico, all’infermiere e all’autista che, durante l’espletamento del loro delicato e fondamentale lavoro, sono stati brutalmente aggrediti dalla persona soccorsa e dai suoi familiari. Un atto vile e ingiustificabile», aggiungono i vertici della Asl, «che offende non solo la professionalità di chi ogni giorno si impegna per salvare vite umane, ma anche i principi di civiltà e rispetto che dovrebbero essere alla base della nostra società. La violenza contro il personale sanitario è un fenomeno inaccettabile. È necessario tutelare chi, con dedizione e coraggio, si trova in prima linea per assistere i cittadini in situazioni di emergenza. Al tempo stesso, auspichiamo che la diffusione di una cultura del rispetto e della riconoscenza verso il lavoro degli operatori sanitari possa contribuire a creare un clima di maggiore sicurezza e collaborazione».(s.d.l.)

