Agguato sulla strada parco Cavallito ora è cosciente

Il 49enne, ferito a colpi di pistola nel bar, si è svegliato: ha subìto sette operazioni Gli investigatori continuano a scavare tra i contatti suoi e di Albi, ucciso dal killer
PESCARA. Non è più sedato Luca Cavallito, l’ex calciatore di 49 anni vittima dell’agguato del primo agosto al bar del parco, in via Ravasco, in cui è rimasto ucciso l’architetto 66enne Walter Albi. Dopo l’intervento chirurgico alla spalla della scorsa settimana, il settimo in neppure un mese, i sanitari lo hanno svegliato. Non parla ancora però e non può neppure muoversi. Stando a chi gli è vicino, tende subito ad affaticarsi. E poi ci sono i problemi epatici, per i quali prima di ferragosto era stato trasferito al Policlinico Gemelli di Roma, tutt’altro che risolti. Almeno per il momento, quindi, sembra molto difficile che possa sostenere un colloquio con gli investigatori della mobile, i quali continuano a lavorare in maniera incessante per capire chi quella sera lui e Albi stessero aspettando all’interno del bar e perché. La pista privilegiata sin dai primi momenti resta quella dei soldi. Il modo in cui è maturato il delitto lascia pensare che dietro questa storia ci siano questioni economiche. E quindi, si prosegue ad indagare sulle società di cui Albi era amministratore, qualcuna anche all’estero, così come un suo presunto debito da 90mila euro. Debito che, per il suo legale, Matteo Di Martino però non c’era e non c’è. E altrettanto si scava nella vita e negli affari di Cavallito.

