Agricoltura, 12 milioni ai progetti di otto aziende

24 Giugno 2018

Da Pasetti alla società Aureli di Ortucchio, ecco i nomi delle imprese selezionate Febbo accusa: sono poche. L’assessore Pepe ribatte: è solo la prima tranche

PESCARA. A una società agricola di Ortucchio va la fetta più grande, ma anche marchi d’Abruzzo, come l’azienda di Domenico Pasetti, presidente regionale di Coldiretti, compaiono nel nuovo elenco dei finanziamenti Ue distribuiti dalla Regione Abruzzo (vedi la tabella a destra). Si tratta di 12 milioni di euro della cosiddetta Misura 4.1 del Programma di Sviluppo rurale (Psr) che quest’anno premia otto aziende.
La graduatoria, appena pubblicata dall’assessorato alle Politiche agricole della Regione, ha però riacceso la miccia della polemica, identica a quella recentissima sul bando per la misura 4.2 del Programma di Sviluppo Rurale. Ed è Forza Italia a criticare ancora una volta l’assessore all’Agricoltura, Dino Pepe. «Dodici milioni di euro per finanziare complessivamente solo otto imprese», secondo Mauro Febbo, «sono un insuccesso determinato dal fatto che la Regione non ha messo un tetto massimo di spesa come dal sottoscritto indicato e denunciato sin dall’inizio della pubblicazione di queste misure».
Le aziende che hanno presentato la propria candidatura a ricevere i fondi del Psr, e ritenute ammissibili, sono in totale 33 di cui un quarto è stato finanziato. Se invece fosse stato istituito il tetto massimo di finanziamento di 400 mila euro «ne avrebbero beneficiato tutte le 33 aziende che hanno presentato la propria candidatura», afferma il forzista».
Nel precedente governo regionale, proprio Febbo, in qualità di assessore all’Agricoltura, aveva introdotto questo principio in modo da finanziare tutte le imprese agricole che avevano presentato domando.
«Oggi invece assistiamo», dice, «ad una Regione che mortifica un comparto importante e strategico come quello agricolo che in questi anni non è cresciuto e non è riuscito a far sistema con gli altri settori come quello turistico».
L’Abruzzo sarebbe alla terzultima posizione per la capacità di spesa «con il rischio di dover restituire a fine anno all’unione Europea svariati milioni di euro che potevano essere destinati alle vere emergenze degli agricoltori. Oggi è palese come il totale delle risorse del Psr, pari a 43 milioni di euro per le Misure 4.1 e 4.2, attese spasmodicamente il mondo rurale abruzzese, sia stato gestito in maniera unilaterale e senza lungimiranza». Ma Pepe non resta zitto: «Non c’è nessun rischio disimpegno dei fondi comunitari», dice. «Raggiungeremo il target di spesa per il 2018 che abbiamo concordato con la Commissione Europea, fissato a 68 milioni di spesa pubblica», ribadisce l’assessore. E sul principio del tetto di spesa non applicato aggiunge: «L’Europa non ha consentito un limite massimo agli investimenti, cosa che abbiamo chiesto». Infine, l’assessore rassicura il mondo agricolo: «Questo bando è suddiviso in due tranche:12 milioni per le grandi imprese e altrettanti milioni per le piccole. Che sono cento: tutte finanziate».