Agricoltura sociale: la coop “Il Sorriso” è la più votata d’Italia

27 Novembre 2018

Disabili e genitori superano la prima fase di un bando nazionale «Vogliamo ultimare la serra e l’edificio dove vivere e lavorare»

PESCARA. È stata una «guerra feroce». Una lotta all’ultimo voto. Ma ce l’hanno fatta. I componenti della cooperativa sociale “Il sorriso” di Spoltore si sono classificati primi in Italia. Nella selezione (on line) sui progetti presentati nell’ambito del bando “Coltiviamo Agricoltura Sociale Edizione 2018” hanno ottenuto 2.793 voti, battendo una realtà del Friuli che si è fermata a 2.758 voti, almeno stando ai primi calcoli (le votazioni si sono chiuse a mezzanotte di domenica ed è in corso una verifica).
In verità è solo una prima selezione perché i 30 progetti con più preferenze (hanno partecipato in 66) saranno valutati da una Commissione di esperti e il risultato finale si conoscerà entro la fine dell’anno. Per ognuno dei primi tre classificati c’è in palio un contributo di 40mila euro più delle borse di studio per corsi di agricoltura biologica.
I disabili che fanno parte della Cooperativa di Spoltore, con i genitori che li supportano, hanno temuto di non farcela. E domenica sera, poco prima della scadenza del termine, «abbiamo messo in moto tutto il sistema», racconta Anna Matellica, la mamma di uno dei soci, Federica. È stata Anna, da poco in pensione, a curare la strategia di comunicazione sui social e si è preoccupata di coinvolgere quanti più amici e supporter possibile, per racimolare consensi per il progetto «Metti in sorriso sulla tua tavola».
«In alcuni momenti c’è stata una situazione di parità ma poi ce l’abbiamo fatta», prosegue con soddisfazione ricostruendo le ultime ore febbrili.
Se tutto andrà come si spera, “Il Sorriso” (che essendo arrivato prima ha un bonus di 5 punti) avrà la possibilità di portare avanti i suoi progetti che riguardano il futuro dei disabili della cooperativa e cioè Fabio, Sabino, Galliano, Carlo, Giovanni, Raffaella, Ilaria, Cristina, Federica e Carmine, coordinati dalla la presidente, Liliana Profeta, madre di Fabio. Nel terreno acquistato a Spoltore (6000 metri) «i nostri ragazzi lavorano (percepiscono un piccolo stipendio) e si occupano di fiori e ortaggi che poi vengono venduti, ad esempio, a Villa de Riseis, nelle scuole, alla Conad e a privati. Noi genitori li aiutiamo», spiega Anna, che vive questa esperienza con il marito Sergio, e «prepariamo anche salsa di pomodori e peperoni arrosto». In questo periodo, le forze sono concentrate su «ciclamini e stelle di Natale, immancabili durante le feste.
«Oltre allo spazio destinato a serra già funzionante e con l’impianto di irrigazione, vogliamo allestire un’altra serra per realizzare un punto vendita direttamente lì, in via del Lago. L’area c’è già ed è coperta ma è usata come rimessa invece potrebbe essere usata per crescere. E poi intendiamo finire la struttura che un giorno ospiterà i nostri ragazzi, che poi non sono più tanto ragazzi». Nello stabile già realizzato (di 4 piani, 400 metri a piano) la cooperativa - che 15 anni fa ha ricevuto un contributo della Regione - intende aprire un ristorante dove far lavorare i soci (quelli lavoratori sono 8 ma in tutto attorno alla cooperativa ruota una quindicina di persone, più uno straniero inviato dal Comune). E poi si pensa a «una palestra, una sala convegni, spazi per gli animali. Ci piacerebbe realizzare una vera e propria “cittadella del sorriso”, dove i ragazzi staranno quando noi non ci saremo più. E vorremmo un posto bello, sicuro, ma dove non siano isolati». Servono tanti soldi, «circa un milione di euro (oltre il milione già speso). Per il momento ci siamo autotassati».