Al mare? Sì, ma a Cerrano «Acqua pulita e costi bassi»

31 Luglio 2016

Tra i pescaresi sulle spiagge di Pineto e Silvi: almeno possiamo fare il bagno

PESCARA. Ai pescaresi non basta solo il mare, per la tintarella. Vogliono anche la pineta per il riposino e “l'aperitivozzo” pomeridiano col sottofondo di ritmi cubani. A Pineto, nell’area della Torre di Cerrano, possono godere di entrambe le suggestioni. La psicosi inquinamento spinge i pescaresi a un esodo forzato verso i lidi teramani di Silvi e Pineto, catturati anche dall'atmosfera selvaggia dei luoghi, il mare cristallino e un ristoro low-cost. Per tali ragioni i villeggianti di Pescara, Montesilvano e zone limitrofe, vanno in trasferta, prevalentemente nei fine settimana, verso le due località Bandiere Blu 2016. Si fermano ad alcuni stabilimenti balneari di Silvi, come Marifà e Forza 7, ma il pienone si registra principalmente al lido beach Eucaliptus, sulla statale Adriatica 16, a qualche centinaio di metri dall'antica torre costiera del Regno di Napoli. Una striscia di spiaggia libera lunga circa un chilometro, stretta tra le acque pulite dell'Adriatico teramano e la pineta litoranea curata dalla Forestale. Affondano gli ombrelloni colorati nella sabbia e poi si inventano la giornata di relax, tra letture e giochi da spiaggia.

Paolo Colaizzo, enologo con la passione biancazzurra, insieme ai compagni Nicola Molfese, Amedeo Trapani e Roberto Tracanna, studenti di marketing, sono sempre andati allo stabilimento Ippocampo di Pescara, «ma quest’anno non riusciamo a infilare la testa nell’acqua per la puzza e lo schifo. L’inquinamento ci ha trascinati qui, forse il prossimo anno andremo all'Orsa Maggiore o a Penelope, oppure a Vasto o a San Vito chietino dove l'acqua è uno spettacolo, ma intanto ci godiamo questo territorio selvaggio stretto alla pineta dove si può fare il bagno e giocare anche a pallone». Ombrellone sempre preso alle Antille, ma quest’anno si cambia per Mario, Chiara, Stefano, Livia e Alessandro, di Pescara, uno dei quali giunto a Pineto col treno e bicicletta pieghevole sottobraccio: «Consigliamo questo mezzo di trasporto, quindici minuti da Pescara centrale e un euro e qualche spicciolo il costo del biglietto. In pochi minuti si raggiunge questo posto incantevole, Pescara ha poche spiagge libere, ce ne vorrebbero di più e meno concessioni balneari».

Poco importa se una striscia di sabbia è ricoperta di erbacce e nella pineta, sfornita di toilette, bar e docce, alcuni passaggi sono transennati a causa di cumuli di terra e mucchi di aghi di pino. «Questa pineta ci piace perché è frequentata da tante famiglie», commentano Alessia Di Michele, Antonio Di Gioia e Nicoletta Longaretti, di Montesilvano, mentre danno la pappa alle neonata, «noi veniamo qui da venti anni, a maggior ragione dopo il caos inquinamento a Pescara. Non ci sono bagni, nè docce, nè bar sulla spiaggia o in pineta, per questo facciamo file interminabili al lido Eucaliptus, ma poco importa, qui l'acqua è pulita e tutto è a dimensione familiare».

Ma anche a Montesilvano c'è la pineta, quella di Santa Filomena. «Si, ma non è la stessa cosa, questa è vissuta, ha il sapore della tradizione. Quella di Montesilvano è più una riserva ed è spoglia». Barbara e suo marito Domenico col pargolo in braccio, di Spoltore, fino all'anno scorso avevano l'ombrellone alla Lampara, ma da anni frequentano nei fine settimana l'affollato lido di Cerrano: «Qui si sta bene, l’acqua è pulita, una famiglia può anche pranzare con meno di venti euro e il pomeriggio alle 18 si balla con i ritmi latini e si degustano aperitivi e taglieri di formaggi e salumi provenienti dalla fattoria bio di Eucaliptus».

Taglieri e capresi distribuiti alla clientela pescarese «più che raddoppiata, quest'anno» (e ai turisti inglesi, tedeschi e francesi ) da Giordana e Nicola Pasetti (lontano parenti dei vignaioli francavillesi), baristi del lido di proprietà, da oltre 50 anni, della famiglia di Riccardo Cilli. Annesso allo stabilimento, che si raggiunge dopo aver parcheggiato in collina e attraversato( con molta cautela, considerato il flusso di traffico) la statale 16 adriatica, oltrepassando un tunnel di cemento colorato di celeste.

Superato il quale, ad accogliere villeggianti e turisti,c’è subito il chioschetto di frutta e verdura fresca "Favurisc" (dal dialetto: favorite) - mercatino del Cerrano a km 0 annesso allo stabilimento balneare e gestito da Agustin Morrone, 26 anni, italo argentino di Temperley (Buenos Aires), arrivato in Italia da adolescente per giocare nelle squadre di Atri e Mutignano. Quattordici chilometri prima della torre di Cerrano, una trentina di pescaresi quest’estate , ha scelto il lido Marifà di Silvi, esistente dagli anni Settanta. Titolari da 23 anni, i fratelli Alexia e Giancarlo Giuliano, avvocato lui e commercialista lei, spiegano che «i pescaresi, provenienti da via Balilla e da via Galilei, i tratti con i divieti di balneazione, sono arrivati da noi per la prima volta quest’anno e speriamo ritornino anche quando l’allarme inquinamento sarà cessato. Le nostre acque sono eccellenti, come indicato sulle antiche mappe catastali della zona Masseria Citeriori. La bandiera blu di Silvi è una occasione straordinaria, ottenuta col lavoro dell'amministrazione comunale, che dobbiamo utilizzare per farci conoscere anche all'estero».

Intanto il lido è frequentato dagli stranieri della Repubblica ceca e ogni venerdì cena sotto le stelle curata dallo chef Andrea Ciro Davì. Al bar, Giancarlo Soccio, pescarese residente a Silvi, ex frequentatore dello «spettacolare lido Ippocampo», sorseggia un caffè prima di tuffarsi in «quest’acqua piena di meduse, quindi pulita». Arrivano dalla Marsica, dall'Aquila, da Roma e da Napoli, i turisti del lido Forza 7, di proprietà di Francesco Di Francesco, che conferma: «Quest’anno i villeggianti arrivano anche da Pescara».

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