Al referendum del 2014 il sì arrivò al 64%
Era il 25 maggio del 2014 quando la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore fu oggetto di un referendum consultivo. Gli elettori che votarono per il sì furono 64.891, e cioè il 64% e risposero al...
Era il 25 maggio del 2014 quando la fusione di Pescara, Montesilvano e Spoltore fu oggetto di un referendum consultivo. Gli elettori che votarono per il sì furono 64.891, e cioè il 64% e risposero al quesito 11.407 elettori su 160.464 aventi diritto in tutti e tre i Comuni. La città che si dimostrò più convinta del progetto di fusione e degli effetti benefici che l’istituzione della Nuova Pescara avrebbe portato, fu proprio il capoluogo adriatico: qui il voto positivo trionfò con il 70,32% dei sì, ossia 46.280 voti a favore e 19.538 a sfavore. Vittoria dei voti favorevoli anche a Montesilvano, con 11.176 voti a favore contro 10.685 a sfavore e cioè il 52,23%. La bilancia si spostò per il sì anche nella città di Spoltore, ma con un risultato davvero di misura: qui la fusione convinse 4.892 votanti, contro 4.672 spoltoresi che si dichiararono contrari. La differenza la fecero i residenti del quartiere di Villa Raspa, il primo confinante con Pescara che si schierarono per il Comune unico. La legge regionale istitutiva della Nuova Pescara risale al 2018: la data di nascita del Comune unico sarebbe il 1° gennaio 2023. Ma ora la fusione potrebbe slittare. (m.pa.)

