Al setaccio il percorso dei banditi: caccia all’Audi lungo le vie di fuga

28 Gennaio 2023

I carabinieri ispezionano le telecamere per ricostruire il tragitto seguito dai cinque criminali La strada che porta alla casa ha due uscite: controlli verso via Togliatti e in direzione via De Gasperi

MONTESILVANO. È caccia all’Audi RS6 con targa rubata nel Chietino con cui sono scappati i banditi, almeno 5, dopo aver rapinato l’imprenditore Saturnino De Cecco nella sua villa, portandosi via un bottino da centinaia di migliaia di euro. Sin dai primi istanti, i carabinieri della compagnia di Montesilvano e del comando provinciale stanno passando al setaccio gli impianti di videosorveglianza pubblici e privati presenti attorno all’abitazione, ma anche lungo tutte le possibili vie di fuga. E più di uno è il percorso che l’Audi potrebbe aver preso per far perdere subito le tracce. Direzioni tutte al vaglio dei militari.
Da strada comunale Pianacci, in cui la villa si trova, i malviventi possono aver imboccato via Togliatti per poi arrivare in zona cimitero di Montesilvano e qui aver proseguito verso via Vestina per raggiungere il casello di Città Sant’Angelo della A14 e continuare, pertanto, la loro fuga, verso nord e quindi verso le Marche. Ma i banditi potrebbero aver preso anche la direzione opposta, quella sud. E, quindi, percorrendo strada Pianacci nell’altro senso, arrivare fino a via De Gasperi con l’obiettivo di raggiungere la circonvallazione e poi l’asse attrezzato verso Chieti. In zona Dragonara, poi, c’è il casello della A14 che conduce verso il Molise e la Puglia. Proseguendo ancora c’è un altro casello, quello dell’A25 che porta verso la Capitale.
Stando al racconto di De Cecco e della moglie Sheila D'Isidori, i 4 malviventi che hanno materialmente messo a segno il colpo non erano italiani. Avevano un accento dell’Est Europa. L’ipotesi è che si tratti di una banda proveniente come già accaduto in passato da fuori Abruzzo. Da Marche, Puglia o da Roma.
La rapina a De Cecco ricorda in parte quella a un imprenditore, avvenuta nel febbraio 2018: fu rapinato nella sua villa di Pescara Colli da 4 uomini armati di cacciavite; massacrato di botte e poi costretto ad aprire la cassaforte. Dopo qualche settimana, vennero arrestati dalla polizia degli slavi provenienti tutti da un campo nomadi di Roma. Un lavoro di certo da professionisti.
Prima il furto della targa nel Chietino, poi sopralluoghi e appostamenti per sapere come, quando agire indisturbati e in quale modo scappare il più velocemente possibile, senza lasciare traccia. Oltre ai filmati delle telecamere presenti dentro e fuori la villa e lungo le possibili direzioni prese, i carabinieri stanno esaminando quelli del località del Chietino e del punto esatto in cui la targa è stata rubata.
Per le vittime, 40 lunghissimi minuti di terrore puro. Se non fosse suonato l’allarme di una telecamera all’interno della villa, avrebbero continuato. «Sarebbero rimasti ancora», sottolinea la moglie di De Cecco, «avevano già preso tutto, ma volevano e chiedevano altro».