Al volante a 90 anni: toglietemi tutto ma non la patente

Tutti i trucchi dei pensionati per superare i controlli medici C’è chi fa le flessioni e chi promette di guidare solo per 3 km
PESCARA. «La prego dottore, mi rinnovi la patente: le prometto che non guido». Toglietemi tutto, ma non la licenza per circolare sulle strade in età avanzata e con qualche acciacco. Anche a novanta anni, guidare l'automobile significa ancora sentirsi al timone della famiglia e della vita. Non sono pochi gli anziani ultraottuagenari, che si sottopongono a visita medica per ottenere il rinnovo della patente, talvolta ricorrendo a giustificazioni originali e curiose, pur di arrivare all'obiettivo.
Non ci sono limiti di età alla riconferma dei permessi di guida, ma per ragioni di incolumità propria e altrui, il paziente che si sottopone a visita medica ha l'obbligo di riferire fedelmente eventuali patologie (tra le più frequenti, cardiopatie, diabete, malattie mentali e degenerative, apnee notturne con sonnolenza diurna, sordità, riduzione del campo visivo) alle commissioni mediche che valutano, caso per caso, attenendosi alle normative di legge. Infatti, per gli esperti di medicina legale è fondamentale bilanciare «la tutela del diritto alla mobilità del cittadino che chiede il rilascio del certificato di idoneità alla guida e la tutela di altri cittadini, pedoni della strada, ciclisti o automobilisti, che potrebbero diventare vittime involontarie e incolpevoli di incidenti stradali anche mortali».
I maschietti sono più agguerriti delle donne nel ricercare la motivazione che faccia più colpo sull'interlocutore che deve decidere il suo destino: «La patente mi serve solo per fare tre chilometri al giorno. Da Montesilvano Colle scendo in città e mi faccio una passeggiata a piedi sul lungomare, poi riprendo la macchina e torno a casa». Per altri le ragioni sono più serie, perché legate alla malattia di un familiare, come è capitato a un 82enne che, rispettosamente, ma con fermezza, si è rivolto al medico legale di turno e, con un abbraccio, gli ha implorato il rinnovo «perché altrimenti non posso portare in viaggio mia moglie malata». Per la cronaca, il permesso è stato rinnovato perché in assenza di malattie del richiedente. L'automobile serve agli uomini anche «per andare a fare la spesa». Poi ci sono anche quei «novantunenni agili e giovanili che dimostrano non più di settanta anni e che fanno le flessioni per impressionare i membri delle commissioni mediche perché gli anziani di oggi non sono più quelli di una volta. Fanno palestra, jogging, camminate, vanno in bicicletta». Un mezzo di trasporto che può essere usato come mezzo di giocoso ricatto: «Se non mi rinnova la patente, me ne vado in bicicletta». Le minacce diventano definitive: «Le giuro che se me la rinnova ora, non mi faccio vedere più». Fino a coinvolgere gli altri membri della famiglia: «Mi metto al volante solo con mio figlio accanto». E sono proprio i figli, spesso, a chiedere insistentemente che al genitore non venga rinnovata la licenza di guida, per ragioni di salute del congiunto ma anche di sicurezza pubblica: «Papà non ci vede bene, non può guidare ma se glielo dico io non mi ascolta». La sordità non è tra le patologie più esplicitate nei certificati medici presentati in commissioni, ma secondo gli esperti, sono in netto aumento le patologie legate alle malattie degenerative, quali sclerosi multipla, Parkinson, Alzheimer in soggetti di età compresa tra i 40 e 50 anni, soprattutto maschi.
Dunque, paradossalmente, le bocciature sui rinnovi delle patenti avvengono più nei confronti di persone giovani che rispetto a quelle in età molto avanzata. A rischio anche i pazienti che assumono anticoagulanti a seguito di ischemie o ictus cerebrali, oppure antiepilettici, ma anche psicofarmaci, alcool e droghe possono compromettere i rinnovi. I casi peggiori, come il coma, devono essere obbligatoriamente segnalati dai reparti ospedalieri alle motorizzazioni.
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