Al voto 72 Comuni, ma tutto può slittare

7 Febbraio 2021

Elezioni a primavera, incognita Covid. L’Anci: decidere in fretta

Elezioni amministrative sempre più incerte. La tornata elettorale prevista per la prossima primavera - che in Abruzzo interessa ben 72 comuni - potrebbe anche slittare di qualche mese se l’emergenza Covid non dovesse registrare un calo dei contagi. Lo ha detto il presidente nazionale dell’Anci, l’Associazione nazionale dei Comuni italiani, il sindaco di Bari Antonio Decaro: «Uno spostamento, sul quale il governo stava già ragionando con noi, non sarebbe un vulnus alla democrazia».
Anche l’omologo abruzzese di Decaro, il sindaco di Teramo Gianguido D’Alberto, è del parere che, al momento, non ci sarebbero le condizioni per un ritorno alle urne: «Mi rifaccio alle parole pronunciate da Mattarella, sarebbe molto difficile, ora, fare una campagna elettorale. Qualunque sia la decisione, va presa subito, perché ci avviciniamo al periodo interessato e molti miei colleghi e molti aspiranti sindaci stanno per cominciare la propria campagna. Certo la precarietà istituzionale che la crisi ha innescato non aiuta».
INCOGNITA COVID. La finestra temporale entro la quale si dovrebbe votare è compresa tra il 15 di aprile e il 15 di giugno. Si tratta di un appuntamento elettorale importante, che avrà una forte valenza politica: si voterà infatti in oltre 1.200 comuni italiani, tra i quali ci sono anche Roma, Milano, Napoli e Torino. Una data certa non c’è ancora perché tutto dipenderà dall’andamento della curva epidemiologica. Con i numeri di questi giorni, e le nuove, aggressive varianti del virus in circolazione, far recare i cittadini ai seggi sarebbe un azzardo. Certo, le stime prevedono che a primavera ci sia un abbassamento dei contagi. Se così fosse, le elezioni potrebbero anche svolgersi. Se invece i contagi non dovessero diminuire o dovessero addirittura aumentare, lo spostamento diverrebbe certo, così come è accaduto l’anno scorso per le elezioni regionali. L’unica cosa certa è che dovrebbero essere confermati la doppia giornata di apertura delle urne e il protocollo sanitario usato in occasione del referendum e le regionali.
ABRUZZO. Come detto, in Abruzzo si voterà in 72 comuni (su 305 totali): 24 in provincia di Chieti, 29 in provincia dell’Aquila, 11 a Pescara e 8 a Teramo. Tutti insieme sommano una popolazione di 258mila abitanti, anche se ovviamente gli aventi diritto saranno meno. I comuni con più di 15 mila abitanti sono cinque: Vasto, Lanciano, Francavilla al Mare, Sulmona e Roseto.
CHIETI. Tre di questi - Lanciano, Vasto e Francavilla al Mare - si trovano nella provincia di Chieti. Dei restanti 26, solo Casoli, Casalbordino e San Giovanni Teatino superano i 5 mila abitanti. Tutti gli altri - Archi, Carunchio, Casacanditella, Casalanguida, Celenza sul Trigno, Colledimacine, Dogliola, Fara San Martino, Lama dei Peligni, Lentella, Pennadomo, Pietraferrazzana, Quadri, Rocca San Giovanni, San Martino sulla Marrucina, Sant’Eusanio del Sangro, Scerni, Tufillo - sono sotto questa soglia.
PESCARA. In provincia di Pescara è Penne il comune più grande tra gli 11 in cui si tornerà a votare, anche se non ce n’è nessuno sopra i 15 mila abitanti. A parte Penne, solo Manoppello e Popoli superano i 5 mila. Si voterà anche a Civitella Casanova, Collecorvino, Cugnoli, Pescosansonesco, Picciano, Serramonacesca, Tocco da Casauria e Sant’Eufemia a Maiella.
TERAMO. In provincia di Teramo, tra gli 8 comuni chiamati al voto solo Roseto conta più di 15 mila abitanti. Sopra i 5 mila ci sono Castellalto e Bellante. Si tornerà a votare anche a Bisenti: alle elezioni comunali svoltesi lo scorso settembre, non è stato raggiunto il quorum e il comune è stato commissariato. Urne aperte anche a Colonnella, Pietracamela, Cortino e Basciano.
L’AQUILA. All’Aquila, dei 29 comuni in cui si voterà, solo Sulmona supera i 15 mila abitanti. Non mancheranno, comunque, altre piazze importanti, come Tagliacozzo, Ortucchio, Ovindoli, Roccaraso, San Vincenzo Valle Roveto, Scurcola Marsicana, Civitella Roveto, Tornimparte e Canistro. Carapelle Calvisio, con i suoi 85 abitanti, detiene la palma di comune più piccolo tra tutti quelli interessati dalla tornata elettorale, non solo in provincia dell’Aquila ma in tutta la regione. Si voterà anche ad Alfedena, Bisegna, Calascio, Campotosto, Capitignano, Castelvecchio Calvisio, Cerchio, Civita d’Antino, Cocullo, Fossa, Ofena, Ortona dei Marsi, Pereto, Prezza, Rivisondoli, Scontrone, Secinaro e Villalago.
COME SI VOTA. La legge elettorale prevede solo nei comuni sopra i 15 mila abitanti, che se nessuno dei candidati dovesse ottenere il 50% dei voti debba esserci un ballottaggio tra i due più votati.