Alanno, archiviata la querela contro Bracco

Il Comune aveva attaccato il consigliere regionale per un commento su un finanziamento a una onlus
ALANNO. Il consigliere regionale Leandro Bracco, della Sinistra Italiana, esce indenne dalla querela sporta dal Comune di Alanno in merito alla vicenda attinente un presunto atteggiamento dalla stesso Bracco definito "ricattatorio" che il Comune avrebbe messo in atto nei confronti dell’associazione onlus "La Città dei ragazzi Vittoria" di Anna Bergomi. I fatti risalgono a due anni fa.
La fondazione PescarAbruzzo aveva accordato un finanziamento di 200mila euro per il restauro di alcuni locali annessi all'antico e monumentale edificio dell'Oratorio composto dalla chiesa di Santa Maria delle Grazie e da un convento, di proprietà del Comune, per la realizzazione di un museo della Stampa, su progetto elaborato dall’associazione Città dei Ragazzi.
Il finanziamento sarebbe dovuto passare attraverso il consiglio comunale di Alanno che avrebbe dovuto deliberare l'assegnazione della somma e che avrebbe altresì dovuto accordare anche il permesso di utilizzare quel patrimonio edilizio per la nascita del museo.
Il consigliere Bracco, studiando anche altre delibere della giunta comunale e in particolare un precedente contenzioso avviato alla onlus Città dei Ragazzi contro l'ente municipale per ottenere un risarcimento danni per un’analoga procedura di concessione di altro bene comunale, ed edificio scolastico situato nella contrada Oratorio, decide di denunciare con comunicati ai giornali anche on line e con una conferenza stampa l'azione di cui si sarebbe macchiata la giunta comunale: quella di promettere alla onlus alannese l'accordo dei 200mila euro da parte di PescarAbruzzo, qualora avesse rinunciato al contenzioso aperto sull'edificio scolastico.
Un’azione ritenuta "ricattatoria" e che Bracco comunque giudicava di dover far conoscere in ossequio al suo mandato di pubblico amministratore. Una sortita che non è stata naturalmente gradita dagli amministratori alannesi tanto che con una delibera di giunta del 10 novembre del 2015, l'esecutivo comunale composto dal sindaco Vincenzo De Melis e dagli assessori Oscar Pezzi e Massimiliano Narducci (alla seduta era assente Debora Tricca) incarica l'avvocato Ugo Di Silvestre di procedere all'accertamento della rilevanza penale delle dichiarazioni di Leandro Bracco e poi di segnalare i fatti alla magistratura con il fine di tutelare gli interessi dell'ente.
Il procedimento si conclude qualche settimana fa con la richiesta di archiviazione da parte del pm procedente Gennaro Varone, richiesta ora accolta dal gip Antonella Di Carlo.
Bracco, assistito dall'avvocato Mariano Neri, tira un sospiro di sollievo per la conclusione di un procedimento che a lui è sembrato forzato per aver sempre pensato di aver agito per tutelare gli interessi collettivi.
Tanto che ora «produrrò», dice, «un esposto alla Procura della Corte dei Conti nei confronti dei componenti della giunta comunale De Melis, Pezzi e Narducci, affinché siano loro, di tasca propria e non le casse comunali, a rifondere le spese legali e procedurali».
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