Albergatori in ginocchio «Troppi costi, chiudiamo»

Renisi di Federalberghi: «Prezzi alle stelle, ora non conviene restare aperti» Lievitano bollette, materie prime e lavanderia: «Così gli utili si prosciugano»
PESCARA. Finita la stagione più calda, «molti hotel hanno chiuso i battenti. E se ne riparla l’anno prossimo». Così evitano di incidere sulle bollette, che sono già abbastanza salate e da qui a poco si annunciano insostenibili. È stato anticipato lo stop invernale, annuncia Daniela Renisi, alla guida di Federalberghi di Confcommercio. «Avrebbero chiuso lo stesso ma non il 30 settembre. In queste condizioni non conviene stare aperti per accogliere, ad esempio, dei piccoli gruppi, in questo periodo oppure a Natale. È troppo costoso, non conviene», dice parlando del caro bollette che toglie il respiro, perché «è stato fortissimo». Non è stato semplice fronteggiare le spese di giugno e luglio e ora bisogna pensare ad agosto, quando c’è stata «la massima affluenza negli hotel» dove il consumo di energia nelle camere è costante per «condizionatori, frigoriferi, phon, piastre per i capelli, caricabatterie, computer. È come avere il consumo di una famiglia per ogni stanza occupata».
Il conto del salasso è presto fatto. «C’è stato un aumento di quattro volte. A luglio del 2021 la bolletta era di 4.500 euro» e quest’anno è schizzata a «16mila euro per luglio, a 18.900 euro per agosto. Quindi quel minimo di utile che c’è, viene prosciugato». E parla della «paura per il futuro. Siamo molto preoccupati», ammette, anche se «il rischio fa parte dell’attività imprenditoriale». I timori crescono mano a mano che aumentano i prezzi, soprattutto perché le spese sono lievitate su tutti i fronti, dice Renisi pensando ad esempio, delle materie prime per la cucina. «Fare la spesa per cento persone ha il suo peso, e d’altronde anche per le famiglie pesa andare al supermercato. Si avvertono gli aumenti, ad esempio, per la lavanderia: siamo a un più 30% e l’azienda che ci serve ci ha fatto notare di dover pagare 500 mila euro al mese (a fronte dei 90mila dell’anno scorso). Fino ad ora ci siamo sobbarcati tutto senza aiuti, ma veniamo già da una crisi che ha eroso tutte le risorse». Ora si dovrà decidere quali tariffe applicare in futuro perché appare inevitabile un aumento dei prezzi. «Sicuramente si va verso questa direzione», dice la rappresentante di Federalberghi. «Dal 12 al 14 ottobre ci sarà la fiera a Rimini (Ttg) e saranno inserite delle clausole per prevedere la possibilità di ritoccare i prezzi. Nel frattempo si pensa di riqualificare le strutture in ottica green ma non è semplice neppure procedere in questo senso, ci sono mille ostacoli. Intanto vediamo l’impresa italiana morire e c’è il rischio che si facciano sempre più avanti investitori non puliti o che gli hotel siano rilevati dai fondi». I rincari hanno subito vanificato il bilancio «di un’estate andata bene, ma poteva andare meglio e comunque con un mercato drogato dalla presenza, nelle nostre strutture, di migliaia di ucraini». (f.bu.)

