Alcol tra i ragazzini, è allarme «Alle feste bevono senza limiti»

Liti, risse e raffica di malori a Pasquetta, l’analisi del responsabile della Farmacotossicologia «I giovani non pensano che faccia male e abusano di vino e superalcolici. In ospedale già a 12 anni»
PESCARA. Bere troppo, esagerare, per poi perdere il controllo, diventare violenti. E magari mettersi alla guida, pur conoscendo bene il Codice della strada, oltre che i pericoli. Con il Lunedì di Pasqua si è riproposto il problema dell’eccessivo consumo di alcol da parte dei giovani e le conseguenze sono state evidenti, con una serie di scazzottate sulla riviera ma anche un incidente stradale nella notte tra lunedì e martedì con una macchina che si è ribaltata in via Raffaele Paolucci. E poi un 16enne ubriaco è stato molesto prima con i genitori e poi con gli operatori della Misericordia, tanto che è stato necessario far arrivare l’ambulanza del 118, con il medico, e la polizia. Ma non è stato semplice calmarlo.
Nessuno è rimasto ferito in maniera grave ma le situazioni di pericolo sono state diverse, per i protagonisti delle zuffe ma anche per chi si trovava nelle immediate vicinanze, bambini e adulti, ad esempio negli spazi di un locale frequentato anche dai più piccoli, dove c’è stata una scazzottata che ha comportato l’intervento della polizia, e nei giardinetti vicini al museo Colonna, dove sono arrivate sempre le pattuglie della squadra Volante. «C’è chi si diverte solo se beve, anche perché ormai l’alcol è sdoganato: i ragazzi non si vergognano più. E poi ci sono dei giorni dell’anno in cui si beve di più per divertirsi, come il lunedì di Pasqua, ma anche Capodanno e Ferragosto», dice dall’Unità operativa semplice dipartimentale di Farmacotossicologia della Asl il responsabile, Fabio Savini che accoglie in reparto chi ha un malore. «Il Lunedì di Pasqua, tra l’altro, si beve su una fascia oraria lunga, da mattina a sera, per cui il rischio di ubriacarsi è concreto» ma i ragazzi continuano a sottovalutare i pericoli legati all’alcol, «anzi pensano che non faccia male», prosegue Savini che incontra i giovani nelle scuole nell’ambito delle varie iniziative organizzate sul territorio, tra cui quelle con l’associazione di consumatori Codici.
«Bevono per lo più supercalcolici, ma non solo. I gin, soprattutto. E passano dal vino alla birra al gin, per poi ricominciare». In ospedale arrivano anche pazienti giovanissimi. «Si va da 13-14 anni in su, fino a 21 anni, ma è capitato anche di trattare dei 12enni». A quest’età l’alcol rappresenta davvero un pericolo ed è questo il concetto che Savini cerca di far passare. «Non bisogna demonizzare l’alcol in assoluto ma far capire che è una sostanza pericolosa per i giovani». E spiega perché, in termini semplici: «Per smaltire l’alcol l’organismo ha bisogno di tutta una serie di strumenti, che ha al suo interno. Ma le attività biologiche che consentono lo smaltimento, chiamiamole così, arrivano a maturazione solo attorno ai 21 anni di età. È questo il motivo per cui i ragazzini arrivano in ospedale sfasciati e poi ci rimangono, sempre che non vadano in coma». Altro concetto da far passare: «L’alcol ha effetto su tutti gli organi». Eppure, dice sempre Savini, «i ragazzi non hanno paura», anzi alcuni se la ridono, pur sapendo che «bere fa male», come dicono loro.
C’è poi il capitolo della guida in stato di ebbrezza. I neo patentati (cioè i ragazzi sotto i 21 anni e chi ha preso la patente da meno di tre anni, a qualsiasi età) devono avere un tasso di alcol nel sangue pari a zero. Per tutti gli altri le sanzioni aumentano mano a mano che aumenta il tasso di alcol accertato e si passa dalle sanzioni amministrative al penale, con la confisca del mezzo.
Nell’ambito dei seminari informativi promossi da Codici – rappresentata da Nelda Orsini – nei licei, in collaborazione con Asl e università, domani è previsto l’ultimo appuntamento nei licei, per parlare di dipendenze patologiche: l’appuntamento è riservato a due classi. A settembre si riprenderà negli istituti.

