Aliano: commissioni inutili troppi sprechi, vanno abolite

22 Maggio 2015

MONTESILVANO. Sospendere tutte le commissioni consiliari, tranne quella dedicata al Bilancio, perché sono «inutili». È la proposta del consigliere comunale Anthony Aliano (Rievoluzione). Secondo...

MONTESILVANO. Sospendere tutte le commissioni consiliari, tranne quella dedicata al Bilancio, perché sono «inutili». È la proposta del consigliere comunale Anthony Aliano (Rievoluzione). Secondo Aliano, gli appuntamenti a palazzo di città che impegnano maggioranza e opposizione quotidianamente sono una totale perdita di tempo. «Il palese immobilismo della giunta Maragno, la povertà di idee amministrative che regna nelle menti di alcuni assessori, scarsa lungimiranza e assenza più totale di una visione futura della città, aggiunti a uno scollamento tra l’organo esecutivo e il consiglio comunale», dice Aliano, «costringono i consiglieri, oramai da mesi, a riunirsi in commissioni consiliari per discutere del nulla».

A detta dell’ex forzista, infatti, le commissioni si ripetono per affrontare sempre gli stessi argomenti, costringendo i consiglieri ad assistere a veri e propri deja vu. «È insopportabile», prosegue Aliano, «per la morale di chi è stato eletto per rivoluzionare un sistema ormai appalesatosi fallimentare, continuare a sostenere costi per commissioni in cui, per le ragioni evidenziate, i consiglieri non hanno nulla da discutere e, dunque, nulla da deliberare. Per di più gli unici due atti a cui sono stati chiamati per la decisione (farmacia comunale e Palacongressi), hanno costretto i consiglieri eletti a spogliarsi di ogni prerogativa attribuitagli dal legislatore per consegnarla a un esecutivo inerte». Secondo l’ex assessore, infatti, finora di progetti condivisi con i rappresentanti eletti non vi è traccia. «Sarebbe il caso, per quel senso di appartenenza e dignità che dovrebbe animare ogni eletto», propone, «che venissero immediatamente sospese tutte le commissioni (a eccezione della commissione Bilancio), per mettere fine a un teatrino miserevole del quale sono colpevoli un’inutile amministrazione e un’insana avidità di pochi. Ciò sino a quando non saranno ricostituiti i presupposti che consentano all’organo consiliare di poter lavorare come dovrebbe. Altrimenti», conclude, «tutti a casa». (a.l.)