«Aliano e Musa fuori dal gruppo di Forza Italia»

31 Dicembre 2014

La richiesta del coordinatore regionale scuote il partito dopo l’ennesimo scontro politico consumato in Consiglio

MONTESILVANO. Anthony Aliano e Manola Musa fuori dal gruppo consiliare di Forza Italia. La decisione di espellere i due dissidenti forzisti è stata presa dal coordinatore regionale del partito, Nazario Pagano, all’indomani dell’ennesimo scontro in Consiglio comunale tra i due componenti della maggioranza e il sindaco Francesco Maragno.

Un conflitto divampato alla fine di settembre – quando il primo cittadino, dopo aver lamentato pressioni da parte di alcuni consiglieri di Forza Italia, tra i quali appunto Aliano e Musa, rassegnò le sue dimissioni, poi ritirate – e proseguito fino a lunedì quando, durante l’assemblea civica, sono nuovamente volati gli stracci. Episodio che ha sollecitato la dura presa di posizione del coordinatore regionale.

«Aliano e Musa, ospitati nella lista di Forza Italia alle ultime elezioni comunali», ricorda Pagano, «non sono iscritti al nostro movimento politico, quindi ogni loro affermazione o comportamento è estraneo a Forza Italia. Le dichiarazioni e i comportamenti dei due consiglieri comunali sono lontani e inconciliabili con la linea politica del partito. Non essendo possibile l'espulsione, in quanto non iscritti», osserva il coordinatore, «chiederò oggi stesso al capogruppo comunale di Forza Italia di escluderli dal gruppo». Immediata la replica dei due diretti interessati che si dicono pronti a proseguire il loro percorso amministrativo.

«Sono un uomo libero», sottolinea Aliano, «eletto per tutelare gli interessi della collettività con coraggio e ostinazione, oltre ogni retrogrado ragionamento partitico oramai fallito. Pagano se ne faccia una ragione, la storia cambia». Più duro il commento della consigliera Musa che dopo aver indirizzato a Pagano «una bella pernacchia», ricorda al «coordinatore del "nulla", che siamo stati eletti e restiamo in Consiglio comunale a svelare i retroscena di una politica che fa schifo, fatta di accordi a discapito dei cittadini». Come già fatto durante lo scorso Consiglio comunale, inoltre, Musa torna sul tema dell’accordo sottoscritto alla vigilia del ballottaggio che nel 2012 l’ha vista contrapporsi all’ex sindaco Attilio Di Mattia. «È ormai da tempo che Maragno snocciola in pubblico con massacrante leggerezza numeri, fatti, circostanze, palesemente false», aggiunge. «È con forte indignazione che mi tocca denunciare l'illazione e le falsità espresse da Maragno nel recente Consiglio, per cui saremmo stati protagonisti delle "famose pressioni" richiedendo posti in giunta e nei Cda oltre che nomine di vari dirigenti. Nulla di più falso, se si eccettua la generica richiesta di dignità per un gruppo, quello di Forza Italia, che con oltre 5mila voti era stato l'artefice della vittoria del centrodestra».

Secondo la dissidente, che mostra il documento politico del 2012, l’unico soggetto avvezzo a presentare "liste della spesa" è proprio il sindaco. «In caso di vittoria avrei dovuto servire sul piatto di Maragno», illustra, «il 50% dei componenti di qualunque Cda, il 50% dei dirigenti che fossero stati nominati, il vice sindaco e due assessori, più il presidente del Consiglio comunale e un componente dello staff. In quell’occasione», prosegue, «il malfidato Maragno, che volle un documento controfirmato anche dal suo legale di fiducia Leo Brocchi, chiamò questo “ricatto” dichiarazione di impegno politico». Musa si dice pentita di aver rinunciato alla sua candidatura a favore dell’attuale sindaco. «Ammetto di essere stata ingannata dai suoi finti propositi ma lui deve vergognarsi per aver osato mentire alla mia città».

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