Aliano: riaprirà a breve il cantiere del bocciodromo

15 Dicembre 2015

Il presidente della commissione vigilanza: i lavori potranno ripartire, attingeremo i fondi da una cauzione prevista nella convenzione del Pru Ranalli

MONTESILVANO. Gli operai potrebbero tornare presto a lavoro nel bocciodromo, una delle incompiute della città. Il cantiere è abbandonato da 15 anni all’angolo tra via Chiarini e via Rimini. La possibile ripresa degli interventi di completamento dell’opera pubblica è annunciata dal consigliere Anthony Aliano che, nel ruolo di presidente della commissione vigilanza, dice di aver trovato un modo per superare l’impasse che impedisce la ultimazione dell’opera pubblica.

Progettato nel 2000, il bocciodromo rientra nel programma di recupero urbano denominato Pru Ranalli 2000, voluto da vari soggetti pubblici e privati, tra i quali il Comune di Montesilvano e l’Ater, per una somma di un milione e 600 mila euro. I lavori, avviati solo nel 2006, sono al palo da circa dieci anni a causa di una serie di controversie tra i vari soggetti coinvolti. Nonostante gli amministratori che si sono succeduti abbiano più volte promesso la ripresa degli interventi – ultimo della lista è l’assessore in carica, Valter Cozzi, che nel marzo scorso aveva garantito l’apertura dell’impianto a fine dell’anno – l’opera è naturalmente abbandonata. Ma non per molto, assicura Aliano. «La convenzione firmata per il piano Ranalli prevedeva alcune opere di urbanizzazione», spiega Aliano, «ma non risultano realizzati interventi per 80 mila euro relativi al bocciodromo e altri 100 mila euro per opere concordate e mai fatte». Sul punto, è in corso una controversia. Ora la convenzione è approdata al vaglio della commissione vigilanza. «Leggendo il contratto, in un clima di assoluta collaborazione tra tutti i commissari, ci siamo resi conto che all’articolo 13 (garanzie) si prevedeva che gli attuatori avrebbero dovuto rilasciare una fideiussione assicurativa di 1 miliardo e 50 milioni delle vecchie lire».

Nel documento è scritto che, in caso di inadempienza, «gli attuatori autorizzano il Comune a disporre della cauzione stessa nel modo più ampio possibile, con espressa rinuncia a ogni opposizione legale giudiziaria o stragiudiziaria». Si tratta di una cauzione che può essere ridotta proporzionalmente, in base all’avanzamento dei lavori, fino a un massimo del 70%. Secondo Aliano, quindi, «basta solo esaminare le polizze», prosegue. «L’assurdità è che, a detta del dirigente, nel periodo precedente l’inchiesta Ciclone l’amministrazione stanziò 100 mila euro per completare l’opera autonomamente. A oggi, quindi, possiamo affermare che se il bocciodromo in 15 anni non è stato completato è solo perché la politica finora non ha mai avuto la voglia di leggere le carte».

Il passo successivo, a detta di Aliano, sarà la ripresa dei lavori per il completamento della incompiuta. Un passo sollecitato spesso anche dal consigliere Gabriele Di Stefano.

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