All’Alberghiero i ragazzi confessano i disagi

21 Novembre 2018

Imbucano lettere anonime nella posta e poi incontrano gli psicoterapeuti voluti dalla preside Di Pietro

PESCARA. Imbucano, in totale anonimato, un messaggio nella cassetta rossa della posta, situata accanto allo sportello Ananke della scuola e aspettano di essere chiamati dagli operatori. È questo il segnale che i ragazzi e le ragazze dell’alberghiero De Cecco di via dei Marsi usano per contattare gli psicoterapeuti dello sportello scolastico e cercare una via d’uscita al mal di vivere e una risposta ai «problemi relazionali con le famiglie». Quello sfogatoio, inaugurato il 7 marzo 2017, lo ha «fortemente voluto» la preside Alessandra Di Pietro, che spiega le finalità del progetto: «È un luogo di incontro tra studenti e famiglie affinché possano ricevere supporto nel caso in cui vivano una situazione di difficoltà relazionale, di prevaricazione e di violenza».
Allo sportello, di cui è referente la professoressa Maria Rosa De Fabritiis con il supporto operativo della psicoterapeuta di Ananke, Brunella Capisciotti, si rivolgono gli studenti che hanno bisogno di esprimere il disagio di situazioni in cui sono invischiati e che quindi lamentano «violenze psicologiche di varia natura, cyberbullismo, difficoltà di inserimento nei gruppi, che si sentono rifiutati dai genitori. Quando chiedono di andare a parlare con gli esperti, attraverso un messaggio lasciato in totale anonimato in una cassettina della posta, vogliono confrontarsi e chiedere consigli» per cercare di uscire dal giro vizioso delle paure adolescenziali.
I colloqui avvengono di martedì, due volte al mese, in una stanza della scuola adibita a sede staccata dell’associazione Ananke.
«Ho voluto fortemente questo sportello perché i ragazzi vivono sempre situazioni di difficoltà» chiarisce la preside che rivela l’esistenza di laboratori culturali e teatrali attraverso i quali « progettare interventi formativi per contribuire in modo concreto alla costruzione di una società solidale. La scuola è il luogo per eccellenza in cui si realizzano i veri cambiamenti culturali, per costruire una società più giusta, antidiscriminatoria e rispettosa dell’altro».
Conclude, la dirigente scolastica, dicendo che «l’obiettivo a cui stiamo lavorando con Ananke è la prevenzione, il contrasto a ogni forma di violenza. Una società solidale si forma escludendo ogni relazione aggressiva». (c.co.)