All’Excelsior 60 rifugiati gestiti dalla coop Eta Beta

L’arrivo dei migranti annnunciato nei mesi scorsi era stato smentito dal titolare dell’albergo. Aliano: rivedere le licenze degli hotel che ospitano i profughi
MONTESILVANO. Sono una sessantina gli immigrati arrivati negli ultimi giorni in città e accolti nell’Hotel Excelsior di Santa Filomena. Il loro arrivo era stato anticipato sul Centro dal consigliere Anthony Aliano, poi smentito dal proprietario dell’albergo, Claudio Bottini, poi nuovamente confermato dall’amministratore dopo l’apertura delle buste dell’ultimo bando della prefettura, e ora definitivamente acclarato dalla presenza degli stranieri in via Taro.
Da diversi giorni, infatti, ai residenti non è sfuggito il viavai di immigrati così come i cartelli affissi sulla recinzione dell’hotel che affaccia sulla pineta e sul lungomare, in cui si legge il nome della cooperativa Eta Beta. Si tratta di una realtà romana che opera nell’accoglienza dei profughi, recentemente finita nel mirino degli inquirenti nell’ambito dell’inchiesta Roma Capitale, ma regolarmente autorizzata a proseguire il suo operato, tanto da aver partecipato all’ultima chiamata della prefettura di Pescara – la settima dall’aprile 2014 – grazie alla collaborazione con l’albergo montesilvanese per un totale di 145 posti.
Dopo l’Hotel Ariminum di via Maresca, che ormai da due anni accoglie richiedenti asilo, anche l’Excelsior ha scelto dunque la strada dell’ospitalità degli immigrati. Decisione che, proprio come già accaduto per il primo albergo, potrebbe essere stata dettata dalla necessità di contare su entrate fisse durante tutto l’anno. Ipotesi sulla quale i responsabili dell’hotel si sono trincerati dietro un secco “no comment” evidenziando come nessuno potesse entrare nell'albergo, così come ribadito anche dal divieto affisso all’ingresso che recita: “vietato l’accesso alle persone non autorizzate”. E mentre alla spicciolata gli stranieri continuano ad arrivare in città, prosegue la battaglia avviata in municipio dal presidente della commissione vigilanza, Anthony Aliano, volta a scoraggiare la trasformazione delle strutture turistiche in centri di accoglienza.
«Il mio grido d’allarme è stato confermato dall’arrivo di nuovi immigrati proprio sul lungomare», dice l’amministratore ricordando la ricetta ora al vaglio del Comune per ostacolare gli albergatori che decidano di rinunciare ai turisti. «Aumento della Tari ai livelli massimi; tassa di scopo per l’apertura di un consultorio; limitazione per i prossimi bandi a un numero di 50 migranti per albergo; legge regionale per l’esclusione dai contributi», rimarca Aliano. «È necessario poi rivedere le licenze degli hotel che ospitano migranti e che, a tutti gli effetti, diventano centri assistenziali, per cui assimilabili alle Rsa».
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