Alla regione non serve un urlatore da social

15 Novembre 2018

PESCARA . È l’anima e il cervello dell’automotive, Giuseppe Ranalli, presidente di Tecnomatic Group spa, azienda che opera nel settore dell’ingegneria meccatronica che ha sede in Abruzzo, ma che...

PESCARA . È l’anima e il cervello dell’automotive, Giuseppe Ranalli, presidente di Tecnomatic Group spa, azienda che opera nel settore dell’ingegneria meccatronica che ha sede in Abruzzo, ma che esporta per il 90% all’estero. «In Italia», dice, lavoro con Ferrari». Gli altri marchi ai quali l’azienda è collegata sono Fca (Fiat Chrysler Automobile), Mercedes, Bmw, la cinese Jidi, la Great Wall, per non parlare di Ford, General Motors, Hitachi, Valeo e la Zf tedesca. E anche Ranalli, che si definisce un uomo libero, sulla priorità per l’Abruzzo ha le idee chiare: scommettere su innovazione e ricerca. «I depuratori, ad esempio, hanno una valenza importantissima ma come ricaduta dal punto di vista del Pil avranno un impatto quasi pari a zero», dice, «perché puoi dare acqua più cristallina, ma non è che questo dà impulso al turismo, che oggi ha una classe imprenditoriale quasi inesistente». E quindi? «Partendo dai dati di Bankitalia», aggiunge, «il 25% dell’export lo facciamo noi dell’automotive, l’unico settore che ha tenuto. Certo, le infrastrutture di rete sono importanti per chi fa impresa, ma la questione vera è che nel sostegno alle imprese bisogna essere selettivi, fare delle scelte e investire dove si sta generando sviluppo. L’agricoltura va premiata se si inizia un percorso virtuoso. Oggi l’agricoltura sul nostro Pil incide del 2,7%, e noi siamo la regione verde d’Europa. Perché è un modo vecchio di fare agricoltura». Secondo Ranalli bisogna «continuare a favorire gli investimenti in ricerca, capitale umano, digitalizzazione». L’obiettivo è industria 4.0, «un percorso che, purtroppo, l’attuale governo ha interrotto».
E cosa servirebbe, invece? «È finito il tempo del proviamo a dare fondi a pioggia, a tutti, senza avere il coraggio di continuare a sostenere i settori che hanno avuto la spinta a innovare. Abbiamo eccellenze in tutti i settori, come la Valagro, che opera nelle biotecnologie, che esporta in 136 Paesi, oppure nel settore Itc con Leonardo, LFoundry, oppure il settore dei prodotti per l’igiene. Noi siamo una Silicon Valley delle macchine per pannolino, per non parlare del progetto di ricerca della Fater per sviluppare un tipo di cellulosa che viene dai batteri senza abbattere le piante. La politica non può pensare di continuare a finanziare il trattorino e l’appezzamento di terra di 10 ettari. Quel modo di fare agricoltura è morto».
Anche sulle caratteristiche che il futuro governatore deve avere Ranalli non ha dubbi. Dev’essere necessariamente «una persona con grande livello di conoscenza del territorio, e di grande competenza. A noi non serve un urlatore da social. Poi, se è bravo a utilizzare i social ben venga, ma con la competenza di chi attraverso lo strumento veicola conoscenza e verità. Perché se uno diffonde la verità in maniera virale va benissimo. Purtroppo, in maniera virale si diffondono solo cose poco serie. Ma soprattutto», conclude, «serve una persona che abbia il coraggio di fare senza il ricatto delle elezioni successive. La Regione è una grande azienda». (a.bag.)